La commissione statunitense che doveva indagare sulle cause della crisi finanziaria ha deciso di non fare nessun accenno a Wall street e alla deregulation nel suo rapporto.
“Si sa che gli opinionisti del Wall Street Journal non hanno vergogna di nulla, ma Daniel Henninger si è spinto ancora più in là attribuendo il salvataggio dei minatori cileni alle meraviglie del ‘capitalismo’”, scrive Andrew Leonard su Salon.
“I più ricchi si sono presi una fetta ancora più grande della torta, mentre i poveri sono rimasti indietro. E va sempre peggio”, scrive Andrew Leonard.
Il gruppo finanziario ha impedito a un blogger di pubblicare un rapporto dell’azienda compilato nel 2009, racconta Andrew Leonard. Il rapporto affermava che “the US government is following a relatively bank-friendly, investor-friendly approach”.
Presto la Cina surclasserà gli Stati Uniti nella produzione di energia da fonti rinnovabili. “La battaglia sulla politica energetica”, scrive Andrew Leonard, “non dovrebbe essere una guerra tra ambientalisti e fondamentalisti del libero mercato. Dovrebbe essere invece una questione di buon senso: vogliamo partecipare alla costruzione del futuro o vogliamo comprarlo dalla Cina?”.
Tutte le previsioni di Paul Krugman sulla crisi si sono avverate, sostiene Andrew Leonard.
La formula migliore per descrivere i cambiamenti in corso, scrive Andrew Leonard, l’ha usata il presidente del Sudafrica Jacob Zuma in un discorso tenuto a Pechino: “It is an irrefutable fact that economic power is in a process of shifting from North to South, and West to East”.
Il nuovo crollo delle vendite negli Stati Uniti ci insegna una cosa: servono posti di lavoro, non agevolazioni fiscali, scrive Andrew Leonard.
Gli israeliani non sono riusciti a fermare il programma nucleare di Teheran. Per questo sono pronti a bombardare le centrali iraniane. L’inchiesta del New York Times Magazine