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Commissione europea


  • 04 Ott 2016 18.57

Europa senza slancio

Adriana Cerretelli modera e introduce una tavola rotonda composta da Will Hutton, giornalista dell’Observer, Beatrice Covassi, rappresentate alla Commissione Europea, Natalie Nougayrède, giornalista francese del Guardian e Daniel Smilov, ricercatore presso il Cls Sofia. Il panel discute di Europa e della crisi delle sue prospettive Leggi

  • 30 Ago 2016 12.28
Apple dovrà restituire all’Irlanda 13 miliardi di euro di tasse. Dopo una lunga inchiesta la Commissione europea è giunta alla conclusione che i benefici fiscali goduti dall’azienda statunitense in Irlanda tra il 1991 e il 2007 sono aiuti di stato illegali. Apple dovrà quindi restituire più di 13 miliardi di euro al governo irlandese. È molto probabile che l’azienda californiana e il governo irlandese ricorreranno in appello contro la decisione della commissione.
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  • 14 Gen 2016 09.35

Bruxelles mette sotto osservazione il governo polacco

Dalla nascita dell’Unione europea non si era mai visto niente di simile. Dopo diversi avvertimenti informali rivolti a Varsavia, il 13 gennaio la Commissione ha avviato un’indagine preliminare sul rispetto dello stato di diritto in Polonia dopo che i nazionalisti hanno vinto le elezioni dell’autunno scorso. Leggi

  • 13 Gen 2016 20.28
La Commissione europea apre un’indagine su nuove leggi della Polonia. Bruxelles valuterà le modifiche al funzionamento della corte costituzionale e ai mezzi di comunicazione pubblici approvate dal governo ultraconservatore di Varsavia per capire se rispettano i valori europei. La procedura potrebbe portare all’esclusione della Polonia dal voto in commissione, ha spiegato il vicepresidente Frans Timmermans.
  • 18 Nov 2015 15.26
La commissione europea vuole rinforzare il controllo sulle armi da fuoco. Tra le proposte della commissione nuove regole per migliorare la tracciabilità delle armi, la messa al bando di alcune armi semiautomatiche e un miglioramento dello scambio di informazioni tra gli stati dell’unione.
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  • 11 Set 2015 13.38

La crisi dei migranti paese per paese

Cosa sta succedendo nei diversi paesi europei dove nelle ultime settimane sono arrivate migliaia di persone in fuga dalla Siria e dall’Iraq. E che disponibilità hanno dato gli altri paesi a ospitare i profughi.  Leggi

  • 23 Lug 2015 16.06
Bruxelles indaga su sei case di produzione cinematografiche statunitensi. La Commissione europea ha aperto una procedura per concorrenza sleale perché ritiene che i sei studios, tra cui Disney e Warner bros., si siano accordati per bloccare in paesi europei diversi dal Regno Unito e dall’Irlanda la visione dei film trasmessi dal canale televisivo britannico Sky UK.
  • 20 Lug 2015 19.56

L’Unione europea decide come ripartire 35mila profughi

I ministri dell’interno dei 28 paesi dell’Unione europea, riuniti a Bruxelles, hanno deciso come distribuire circa 35mila dei richiedenti asilo siriani ed eritrei che sono arrivati in Italia (24mila) e in Grecia (16mila) dal 15 aprile. L’intesa ridimensiona il piano della Commissione guidata da Jean-Claude Juncker, che aveva sollecitato la ripartizione di 40mila profughi in due anni con quote obbligatorie basate su criteri oggettivi come la popolazione, il pil, la disoccupazione e il numero di rifugiati già presenti nel paese. Ognuno dei 28 stati ha invece deciso volontariamente se e quanti profughi ospitare. Risultato: alcuni non hanno aderito al piano, altri in misura inferiore alle aspettative e cinquemila persone sono rimaste escluse.

Il funzionamento del dispositivo sarà riesaminato in un nuovo vertice entro sei mesi, per valutare se sarà stato efficace e per decidere come colmare il buco dei cinquemila posti mancanti. L’Ungheria non ha voluto aderire alla redistribuzione, per fare fronte ai flussi migratori via terra. Anche l’Austria ha negato l’accoglienza. La Polonia e la Spagna hanno offerto ospitalità a meno persone rispetto alle soglie che aveva previsto la Commissione: Varsavia ha offerto mille posti, la metà di quello che chiedeva Bruxelles, mentre Madrid sembra non abbia dato alcuna cifra, convinta che farlo creerebbe un effetto chiamata nei confronti dei migranti. Entrambi i paesi affronteranno in autunno delicate elezioni politiche.

D’altra parte, la Francia ha accettato la cifra esatta che le aveva assegnato la Commissione (6.752 persone) e la Germania è disponibile ad andare anche più in là (novemila invece di 8.763). L’Irlanda ha deciso di accettare 600 rifugiati. Anche il Belgio ha deciso di accogliere la quota che gli aveva assegnato l’esecutivo comunitario (818).

  • 17 Lug 2015 18.19

l’accordo tra iran e gruppo dei 5+1

L’Unione europea autorizza il prestito ponte ad Atene. Il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, ha annunciato il via libera definitivo al prestito di 7 miliardi, che permetterà alla Grecia di pagare lunedì 3,5 miliardi alla Banca centrale europea (Bce) e di restituire gli 1,5 miliardi che non era riuscita a dare al Fondo monetario internazionale il 30 giugno.
  • 07 Lug 2015 08.59

“Rispondo alle critiche non con le interviste, ma con il mio lavoro. Sono qui perché sono stato eletto”, ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker al parlamento di Strasburgo, in una sessione dedicata al risultato del referendum greco.

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  • 06 Lug 2015 08.58

IL referendum in grecia

Riprendono i vertici europei per salvare Atene dopo il referendum

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker telefonerà oggi al presidente dell’eurogruppo, al presidente del Consiglio europeo e al direttore della Banca centrale europea. Quest’ultimo dovrà anche decidere se mantenere la liquidità d’emergenza agli istituti greci per farli riaprire domani, come previsto da Atene. Leggi

  • 01 Lug 2015 14.02

la crisi del debito greco

A che punto sono le trattative sul debito della Grecia

Il primo ministro Alexis Tsipras sta per tenere un discorso alla nazione dalla prima rete televisiva pubblica. In attesa di sentire cosa dirà, ecco a che punto è il negoziato per salvare il paese e allontanare l’incertezza sulla zona euro. Leggi

  • 30 Giu 2015 12.22

la crisi del debito greco

La stampa greca parla di un accordo all’ultimo momento con Bruxelles

Alcuni giornalisti greci– come Nick Malkoutzis, vicedirettore del quotidiano Kathimerini – sostengono che il premier Alexis Tsipras starebbe considerando un accordo all’ultimo minuto con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, a poche ore dalla scadenza del programma di salvataggio accordato nel 2012.

La proposta che la Commissione ha pubblicato domenica si avvicina alle richieste di Atene su alcuni punti rispetto al documento discusso la settimana scorsa e su cui il parlamento ha convocato il referendum. Per esempio, i creditori non chiedono più l’iva sugli hotelal 23 per cento, ma al 13, e fissano al 2019 l’abolizione del sussidio per le pensioni povere, mentre prima la chiedevano entro il 2017 e Atene non era disposta ad eliminarla prima del 2020.

Le notizie, ancora non ufficiali, di un possibile accordo in extremis stanno comunque calmando i mercati, che stanno recuperando un po’ delle perdite con cui avevano aperto. Piazza Affari ora è al +0,4 per cento.

L’eventualità di un’intesa oggi – dopo cinque mesi di trattative andate a vuoto – è presa con cautela dalla stampa. Addirittura Peter Spiegel del Financial Times scrive da Bruxelles che “funzionari greci” gli hanno smentito che Tsipras e Juncker stiano ancora trattando”.

  • 29 Giu 2015 16.13

L’insolvenza della grecia

Perché è fallito l’accordo tra Atene e Bruxelles

Dopo quasi cinque mesi di trattative, Atene e i creditori non sono riusciti a intendersi sulle riforme che dovrebbero fornire una garanzia per i prestiti futuri, cominciando a risanare i conti pubblici greci. I punti più controversi riguardano le pensioni e l’aumento dell’Iva. Leggi

  • 29 Giu 2015 14.06

L’insolvenza della grecia

Juncker chiede ai greci di votare sì per restare nell’euro e nell’Unione

“Mi sento un po’ tradito”, ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, dopo la convocazione del referendum greco sul piano di salvataggio di Commissione, Banca centrale e Fondo monetario internazionale. Ecco quello che ha dichiarato in un’attesa conferenza stampa.  Leggi

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  • 24 Giu 2015 22.03

La crisi del debito greco

L’Eurogruppo cercherà ancora un accordo sulla Grecia domani alle 13

È stata sospesa dopo appena due ore la riunione dell’Eurogruppo convocata stasera a Bruxelles per cercare di chiudere un accordo sulla Grecia. I ministri economici della zona euro hanno tardato poco a capire che era impossibile raggiungere un’intesa se prima il premier greco Alexis Tsipras e i suoi creditori non preparano un piano di riforme che soddisfi entrambe le parti e che possa servire come base per la discussione.

A questo scopo, Tsipras si riunirà ancora una volta alle 23 con i vertici delle tre istituzioni che rappresentano i creditori, Jean-Claude Juncker per la Commissione europea, Mario Draghi per la Banca centrale europea e Christine Lagarde per il Fondo monetario internazionale, dopo che l’incontro che è durato tutto il pomeriggio è stato sospeso.

Il ministro delle Finanze finlandese, Alexader Stubb, scrive che la riunione dell’Eurogruppo riprenderà domani alle 13.

  • 22 Giu 2015 14.21

la crisi del debito greco

I leader dell’eurozona hanno bisogno di più giorni per l’accordo con Atene

Si è concluso il vertice dei responsabili economici dei paesi con l’euro, a minuti è attesa la conferenza stampa. Le aperture del governo greco non bastano per sbloccare d’un colpo la lunga trattativa con le istituzioni europee che devono versare ad Atene 7,2 miliardi di euro (previsti nel piano di aiuti del 2012 della Commissione europea). Le riforme promesse dal premier greco Alexis Tsipras hanno spinto al rialzo le borse di tutta l’area euro, dopo molti giorni di perdite. Eppure molti ministri dell’economia a Bruxelles per un vertice straordinario hanno avvertito che servono ancora giorni per esaminare il piano proposto da Atene.

  • 13 Giu 2015 16.49

le trattative sul debito greco

La delegazione greca torna a Bruxelles per un nuovo giro di colloqui

La delegazione greca è di nuovo a Bruxelles per riprendere i colloqui con i creditori internazionali nella speranza di trovare un accordo sulle riforme che i partner europei e il Fondo monetario internazionale (Fmi) chiedono per assicurarsi che il paese migliorerà i suoi conti e in futuro ricorrerà meno al debito. A guidare la delegazione è il vice primo ministro Yiannis Dragasakis. È previsto un incontro con un rappresentante del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker, al quale saranno presentate delle proposte per superare lo stallo nelle trattative, dovuto principalmente alle differenze riguardo gli obiettivi fiscali, i tagli alle pensioni e le riforme del mercato del lavoro.

Fonti della Commissione europea hanno sottolineato che l’incontro verterà solo su uno scambio d’informazioni e non farà parte dei negoziati ufficiali, nei quali sono inclusi anche la Banca centrale europea e l’Fmi. Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha fatto sapere che Atene è disposta ad accettare “sgraditi compromessi” pur di arrivare a un accordo con i creditori internazionali.

L’11 giugno la squadra di negoziatori dell’Fmi aveva lasciato i colloqui citando ampie divergenze su gran parte dei temi chiave. Il giorno seguente, la notizia, diffusa dalle agenzie di stampa, della prima discussione dei funzionari europei sulla possibilità di un default della Grecia aveva avuto un effetto negativo sui mercati.

  • 12 Giu 2015 19.25

La Commissione europea concede all’Italia i pagamenti separati dell’iva

La Commissione europea ha dato il via libera alla richiesta italiana di pagamenti separati dell’iva (il cosiddetto split payment) da parte della pubblica amministrazione. Il meccanismo avrà un’efficacia limitata nel tempo e non potrà superare i tre anni previsti dalle regole comunitarie sull’iva. La decisione finale spetta ora al Consiglio economia e finanza (Ecofin).

Lo split payment è stato introdotto nell’ordinamento fiscale italiano con la legge di stabilità del 2015 ed è operativo dal 1 gennaio di quest’anno, anche se era vincolato al via libera della Commissione europea. Si inserisce nella strategia della lotta all’evasione voluta del governo, insieme al meccanismo dell’inversione contabile che elimina la detrazione dell’iva sugli acquisti (il riverse change), che però è stato bocciato dalla Commissione il 22 maggio.

Secondo quanto conteggiato nella scorsa manovra, il meccanismo assicurerà al governo novecento milioni di euro. In base allo split payment, sarà possibile separare i pagamenti nelle transizioni con la pubblica amministrazione. Le amministrazioni pubbliche pagheranno quindi al fornitore la somma dovuta, ma verseranno l’iva direttamente all’erario statale.

  • 11 Giu 2015 14.34

le trattative sul debito greco

La borsa di Atene torna positiva dopo segnali di ottimismo sull’accordo

Il primo ministro greco Alexis Tsipras è a Bruxelles per incontrare Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea. I negoziati tra Atene e i suoi creditori (commissione, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale), ormai gestiti in sede europea, sembrano avvicinarsi a una svolta positiva, dopo l’incontro di ieri sera tra Tsipras, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande. La borsa di Atene riflette questo ottimismo ed è tornata positiva, con un rialzo nel pomeriggio che supera il 7 per cento.

I tempi stringono, ma l’intensificarsi degli incontri di questi giorni fa pensare che l’accordo possa arrivare entro il 18 giugno, giorno in cui è convocato l’Eurogruppo, cioè la riunione dei ministri delle finanze dei paesi con l’euro. Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha dichiarato che “ormai siamo lontani dalla tragedia greca e ci avviciniamo all’happy ending”.

Atene aspetta di ricevere gli aiuti comunitari di 7,2 miliardi di euro prima del 30 giugno, quando deve dare al Fondo monetario internazionale (Fmi) quasi 1,6 miliardi di euro. In questo caso potrà evitare il default. Ma ancora non c’è accordo sulle riforme che i partner europei e l’Fmi chiedono alla Grecia per assicurarsi che il paese migliorarà i suoi conti e in futuro ricorrerà meno al debito.

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