L’Obs

È un settimanale francese progressista, prima si chiamava Le Nouvel Observateur.
 

Il dibattito che non c’è: la politica estera della Francia

È uno dei grandi paradossi della campagna elettorale francese che sta per chiudersi: la politica estera della Francia non è stata oggetto di alcun dibattito approfondito, eppure costituisce una delle linee di demarcazione più significative tra i candidati. Leggi

Il nuovo Trump, un gendarme senza dottrina

Dimenticate tutto quello che avete letto su Donald Trump negli ultimi sei mesi circa: sarà bastato lanciare dei missili Tomahawk su una base siriana perché, per riprendere l’espressione dell’analista della Cnn Fareed Zakaria, Donald Trump diventi davvero il presidente degli Stati Uniti. Leggi

pubblicità
Affari e rivalità alla base dell’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump

Quando l’amministratore delegato della Cina spa incontra il capo della Trump corporation, c’è aria d’affari. Ma il vertice tra Xi Jinping e Donald Trump del 5 aprile a Mar-a-Lago, non è un semplice incontro d’affari: le relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti sono uno dei cardini degli equilibri del ventunesimo secolo e il minimo che si possa dire è che, dopo l’elezione di Trump, non siano ancora del tutto stabili. Leggi

Il peso di Putin e Trump sulle elezioni francesi

Non votano, non tengono comizi e si trovano a migliaia di chilometri dalle urne francesi. Eppure Donald Trump e Vladimir Putin sono figure influenti nella campagna presidenziale francese. Leggi

Il futuro dell’Unione europea è una pagina bianca

Il 25 marzo a Roma si incontreranno non più in sei ma in 27 (senza il Regno Unito) per commemorare l’anniversario della firma del trattato di Roma. Forse si chiederanno cosa scrivere nelle pagine relative ai prossimi decenni. Perché l’Europa che si riunisce questo fine settimana sta attraversando una crisi esistenziale profonda e deve ripensare al suo futuro. Leggi

pubblicità
L’ondata populista si nutre dei fallimenti dei partiti tradizionali

Abbiamo già raggiunto il “picco populista”? La domanda arriva dalla fondazione Carnegie per la pace internazionale, un centro di ricerca statunitense secondo cui Donald Trump si è rivelato un modello meno vincente del previsto. Ma i prossimi appuntamenti elettorali in Europa suggeriscono una maggiore cautela nel dare per finita la spinta dell’estrema destra. Leggi

In Camerun si combatte la battaglia per la libertà di internet

Da quasi due mesi il governo del Camerun ha deliberatamente oscurato internet nella parte anglofona del paese, ufficialmente bilingue, dov’è attualmente in corso un’ondata di proteste contro le discriminazioni. Leggi

Donald Trump è nelle mani dei generali

A un mese dall’insediamento della nuova amministrazione Trump, a Washington è emerso un elemento inatteso: la vittoria dei militari. È un trio di esperti generali a esercitare la maggiore influenza sulla nuova amministrazione. Leggi

Gli attacchi di Donald Trump contro i giornalisti riguardano tutti noi

Un lontano predecessore di Donald Trump alla Casa Bianca, il terzo presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson, ha scritto questa frase spesso citata e che non smette mai di stupire: “Preferirei vivere in un paese che ha dei giornali e nessun governo piuttosto che in un paese che ha un governo e nessun giornale”. Leggi

Donald Trump riaccende lo scontro di civiltà

Nel conflitto con i jihadisti, gli occidentali si sono sempre preoccupati di distinguere tra la minoranza degli estremisti e il miliardo di musulmani di tutto il mondo. Donald Trump ha abbandonato questa importante precauzione. Il rischio è che lo “scontro di civiltà” teorizzato da Samuel Huntington diventi una profezia che si autoavvera e pone all’Europa una difficile sfida. Leggi

pubblicità
Trump è un nemico utile per l’Europa

“Vi faremo il favore peggiore: vi priveremo di un nemico”, aveva detto nel 1989 un consigliere diplomatico di Michail Gorbačëv. Oggi il nuovo presidente statunitense Donald Trump sta facendo agli europei il favore opposto, cioè gli sta offrendo un nuovo nemico? Leggi

La Cina cambia strategia per rispondere a Trump

Ci sono due immagini che simboleggiano questo inizio 2017 e che resteranno nella storia: da un lato Donald Trump con il pugno alzato il giorno del suo insediamento a Washington, dall’altro il presidente cinese Xi Jinping che sorride di fronte ai massimi rappresentanti dell’economia mondiale riuniti a Davos, in Svizzera. Leggi

I tre uomini forti che vogliono cancellare i diritti umani

Se è vero che andiamo verso un mondo dominato da tre uomini – Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping – a farne le spese potrebbe essere l’idea stessa della tutela dei diritti umani, almeno per qualche tempo. Leggi

I primi test per la politica estera di Donald Trump

Il 20 gennaio Donald Trump passerà dal mondo virtuale a quello reale. Da quando è stato eletto l’8 novembre 2016, il futuro presidente della prima potenza mondiale diverte o spaventa il pianeta a colpi di tweet, che restano però privi di valore reale finché non assumerà l’incarico. Tra qualche giorno Trump e il resto del mondo entreranno in una nuova era. Leggi

Perché la questione palestinese torna a essere di attualità

Il riacutizzarsi delle tensioni tra israeliani e palestinesi pone una questione fondamentale: siamo al “canto del cigno” di un processo di pace che secondo molti è già morto da tempo? O invece la questione palestinese è centrale e continuerà a esserlo, a prescindere dalle nuove convulsioni del Medio Oriente? Leggi

pubblicità
Nel 2016 il mondo è entrato nell’epoca del caos multipolare 

In che mondo viviamo? Nel 2016 l’ordine che, in un modo o nell’altro, aveva preso piede dopo la guerra fredda è definitivamente tramontato, e senza che siano chiare le caratteristiche di quello che ne prenderà il posto. Il 2017, con i primi passi del presidente Donald Trump, dovrebbe permettere di vedere emergere questo nuovo ordine, che sarà comunque segnato dalle ambizioni russe e dalle esigenze cinesi. Leggi

L’Unione europea saprà difendere i suoi interessi di fronte a Trump?

Può sembrare assurdo sperare in un sussulto europeo mentre l’Europa subisce un nuovo shock con le dimissioni del capo di governo italiano Matteo Renzi, ma è proprio quello che manca oggi in un mondo che si va già ridefinendo con l’elezione di Donald Trump (ancora prima della sua investitura ufficiale). Leggi

La sinistra europea è la grande assente nella lotta al populismo

L’elezione a sorpresa di Donald Trump negli Stati Uniti è stata seguita sui mezzi d’informazione con analisi un po’ frettolose, secondo le quali stiamo assistendo a un’inarrestabile spinta populista, che continuerà anche in Francia nel 2017. Ma la scelta, anche in questo caso inaspettata, di François Fillon come candidato dei Républicains francesi alle primarie della destra ha contraddetto questo scenario troppo semplicistico. Leggi

Il fattore Putin influenza il voto in Europa e negli Stati Uniti

Cos’hanno in comune le vittorie a sorpresa di Donald Trump negli Stati Uniti e quella di François Fillon alle primarie del centrodestra in Francia? Questi due uomini, che non condividono né il percorso politico né il temperamento o il programma, nutrono la stessa ammirazione per il presidente russo. Leggi

Trump, Putin e Xi Jinping sono i nuovi signori del mondo

Dovremo abituarci. Diventando presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio, Donald Trump entrerà nel club molto esclusivo in cui all’inizio gli statunitensi pensavano di essere soli. Poi si è aggiunta la Cina. E non erano stati fatti i conti con la determinazione di un “terzo uomo”, Vladimir Putin, che ha fatto uscire la Russia dai margini della storia, in cui adesso si trova l’Europa. Leggi

pubblicità