Internazionale

lunedì 20 maggio 2013 aggiornato alle 15.36

Giulia Zoli

  1. Giulia Zoli

    L’italiano basta

    Se è vero che Internazionale tende a limitare il più possibile l’uso di parole straniere, come mai negli articoli sull’Italia dello scorso numero ce ne sono tre che si potevano evitare?

  2. Giulia Zoli

    La caduta di Hitler

    Nello scorso numero abbiamo scritto fürher invece di führer. Nel titolo, e altre due volte nel testo dell’articolo.

  3. Giulia Zoli

    Nomi importanti

    “Da viva ha segnato la storia britannica degli ultimi trent’anni, da morta potrebbe continuare a influenzarla per altri trenta”, ha scritto il Guardian dopo la scomparsa di Margaret Thatcher.

  4. Giulia Zoli

    Come essere didascalici

    Dare un’informazione accurata in poco spazio è difficile, per questo le didascalie delle foto sono una sfida.

  5. Giulia Zoli

    La poesia del software

    Aprile è il mese nazionale della poesia negli Stati Uniti. Per celebrarlo, il New York ­Times ha lanciato Times Haiku, un Tumblr che raccoglie haiku ricavati dai suoi articoli di prima pagina.

  6. Giulia Zoli

    La gerarchia della lista

    Cosa c’è nella borsa di Jorge Álvarez?

  7. Giulia Zoli

    Un mondo normale

    “Bellissime opere”, “magnifica struttura”, “frequentatissimo locale”, “bellissima sequenza”. Non è facile descrivere una città come Siviglia.

  8. Giulia Zoli

    Il miglior titolo

    Quando è l’ora di fare il titolo, tutto può succedere. A volte arriva come una folgorazione durante la revisione dell’articolo. Altre volte è la traduzione di quello originale.

  9. Giulia Zoli

    Di parola in parola

    Il correttore ortografico automatico è uno strumento molto utile per scovare errori e refusi in un testo. Ma niente può sostituire l’intelligenza, l’esperienza e la pazienza del correttore di bozze.

  10. Giulia Zoli

    Rivelazioni

    Il 4 marzo negli Stati Uniti è il National grammar day, la giornata nazionale della grammatica. È stata lanciata da Martha ­Brockenbrou­gh­, scrittrice e fondatrice della Società per la promozione della grammatica, nel 2008.

  11. Giulia Zoli

    I fatti a fette

    Ci hanno intrattenuto per giorni e giorni prima e dopo la chiusura delle urne. Hanno occupato la tv e le prime pagine dei giornali. Le percentuali sono le protagoniste della settimana delle elezioni.

  12. Giulia Zoli

    L’andamento dei titoli

    Prima “Happy gay”. Poi “Papatrac”. Non staremo esagerando? Ogni tanto un titolo che strizza l’occhio al lettore giocando con le parole ci può stare.

  13. Giulia Zoli

    Benvenuti a Timbuctù

    Finché faceva capolino ogni tanto, in mezzo a un articolo, passava inosservato. Ma in quel titolo su due colonne, a molti è parso una provocazione: “Tombouctou è libera”.

  14. Giulia Zoli

    L’ora di staccare

    “È facile esagerare con il copy editing, farsene dominare, non essere del tutto capaci di staccare quando sarebbe meglio farlo”.

  15. Giulia Zoli

    L’inganno dei cliché

    “Ci sono parole che la politica dovrebbe pronunciare con più cautela, soprattutto se vengono brandite contro un avversario, prese in prestito per descrivere uno stato delle cose, urlate per stupire.”

  16. Giulia Zoli

    Nomi equivoci

    Come sa chi ha letto l’articolo di copertina dello scorso numero, l’Ikea fa molta attenzione ai nomi dei suoi prodotti.

  17. Giulia Zoli

    La lista del redattore

    Buon 2013! Sempre se vi trovate ancora sul pianeta Terra e non siete stati sterminati insieme a tutti i vostri simili dall’ipertensione arteriosa, che secondo Internazionale “ogni anno causa più di nove miliardi di morti”.

  18. Giulia Zoli

    Un anno di errori

    Gli errori più frequenti di Internazionale nel 2012 sono stati di calcolo.

  19. Giulia Zoli

    Chi ha detto stronzo

    Non capita spesso che su Internazionale compaia la parola “stronzo” . In 978 numeri è capitato 157 volte.

  20. Giulia Zoli

    Il tratto che unisce

    Occupa poco spazio, si lega alle parole senza interruzioni e le unisce.

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In copertina

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