Se è vero che Internazionale tende a limitare il più possibile l’uso di parole straniere, come mai negli articoli sull’Italia dello scorso numero ce ne sono tre che si potevano evitare?
Nello scorso numero abbiamo scritto fürher invece di führer. Nel titolo, e altre due volte nel testo dell’articolo.
“Da viva ha segnato la storia britannica degli ultimi trent’anni, da morta potrebbe continuare a influenzarla per altri trenta”, ha scritto il Guardian dopo la scomparsa di Margaret Thatcher.
Dare un’informazione accurata in poco spazio è difficile, per questo le didascalie delle foto sono una sfida.
Aprile è il mese nazionale della poesia negli Stati Uniti. Per celebrarlo, il New York Times ha lanciato Times Haiku, un Tumblr che raccoglie haiku ricavati dai suoi articoli di prima pagina.
Cosa c’è nella borsa di Jorge Álvarez?
“Bellissime opere”, “magnifica struttura”, “frequentatissimo locale”, “bellissima sequenza”. Non è facile descrivere una città come Siviglia.
Quando è l’ora di fare il titolo, tutto può succedere. A volte arriva come una folgorazione durante la revisione dell’articolo. Altre volte è la traduzione di quello originale.
Il correttore ortografico automatico è uno strumento molto utile per scovare errori e refusi in un testo. Ma niente può sostituire l’intelligenza, l’esperienza e la pazienza del correttore di bozze.
Il 4 marzo negli Stati Uniti è il National grammar day, la giornata nazionale della grammatica. È stata lanciata da Martha Brockenbrough, scrittrice e fondatrice della Società per la promozione della grammatica, nel 2008.
Ci hanno intrattenuto per giorni e giorni prima e dopo la chiusura delle urne. Hanno occupato la tv e le prime pagine dei giornali. Le percentuali sono le protagoniste della settimana delle elezioni.
Prima “Happy gay”. Poi “Papatrac”. Non staremo esagerando? Ogni tanto un titolo che strizza l’occhio al lettore giocando con le parole ci può stare.
Finché faceva capolino ogni tanto, in mezzo a un articolo, passava inosservato. Ma in quel titolo su due colonne, a molti è parso una provocazione: “Tombouctou è libera”.
“È facile esagerare con il copy editing, farsene dominare, non essere del tutto capaci di staccare quando sarebbe meglio farlo”.
“Ci sono parole che la politica dovrebbe pronunciare con più cautela, soprattutto se vengono brandite contro un avversario, prese in prestito per descrivere uno stato delle cose, urlate per stupire.”
Come sa chi ha letto l’articolo di copertina dello scorso numero, l’Ikea fa molta attenzione ai nomi dei suoi prodotti.
Buon 2013! Sempre se vi trovate ancora sul pianeta Terra e non siete stati sterminati insieme a tutti i vostri simili dall’ipertensione arteriosa, che secondo Internazionale “ogni anno causa più di nove miliardi di morti”.
Gli errori più frequenti di Internazionale nel 2012 sono stati di calcolo.
Non capita spesso che su Internazionale compaia la parola “stronzo” . In 978 numeri è capitato 157 volte.
Occupa poco spazio, si lega alle parole senza interruzioni e le unisce.
Dalla Francia alla Grecia, passando per l’Italia, milioni di ragazzi e ragazze non trovano lavoro. Speciale numero 1000: in regalo il numero 1 di Internazionale