“L’eredità più evidente della campagna di WikiLeaks per la trasparenza è che il governo statunitense oggi è più attento ai suoi segreti che mai”. L’articolo dell’ex direttore del New York Times Bill Keller.
Ogni giorno l’ideologia dominante ci presenta come normalità la soppressione della democrazia, la svendita dei beni comuni e i soprusi contro la collettività. Dobbiamo ricominciare a porci domande semplici, scrive Ingo Schulze sulla Süddeutsche Zeitung.
Da piazza Tahrir a Pechino a Occupy Wall street, le cento personalità che hanno segnato l’anno che sta per concludersi.
I cambi di governo in Grecia, Italia e Spagna dimostrano che è in corso una complessa ristrutturazione dei rapporti tra politica ed economia. Quello che non è ancora chiaro è quale parte avranno in cittadini in questo processo. Etienne Balibar su Libération.
Un sito per le discussioni intelligenti.
“Nella pletora di teorie del complotto sull’11 settembre, una che non ho mai sentito è che Osama bin Laden potesse essere un agente cinese”. L’articolo di Timothy Garton Ash.
L’articolo di Guido Vitiello.
“Sta diventando un’ossessione. Qualunque notizia legga, mi aspetto con tremore il commento del Foglio”. Adriano Sofri scrive delle posizioni talvolta grottesche e paradossali del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, con cui collabora.
“L’addio di Steve Jobs, che lascia la direzione operativa di Apple a causa della recidiva di un tumore comparso più di sette anni fa, è l’occasione per riflettere sul ruolo delle innovazioni nella storia”. Dal blog di Jacques Attali.
Un intervento militare occidentale che sembra un successo. E alcune riflessioni obbligate. L’editoriale del Guardian.
“La polizia internazionale costretta a usare i mezzi spropositati della guerra piuttosto che quelli proporzionati alla legge e al fine, e che deve fermarsi davanti a un criminale troppo potente, ha un solo esito, prima o poi: la guerra mondiale”. Adriano Sofri sulla Libia, la guerra, la giustizia internazionale.
La proposta di Romano Prodi e Alberto Quadro Curzio.
Dalle rovine del dopoguerra alla crisi di oggi: è davvero finita un’epoca per il Vecchio continente? Lo scrittore messicano Carlos Fuentes, europeo adottivo da oltre 60 anni, esprime tutta la sua inquietudine sul futuro dell’Europa. Con un tocco di nostalgia.
“La primavera araba ci ricorda cosa lega Stati Uniti ed Europa: i valori di dignità umana e libertà. Le relazioni tra Stati Uniti ed Europa non valgono nulla se non vengono usate quando popoli meno fortunati desiderano proprio quello che ci lega più intimamente”. L’articolo di Roger Cohen.
Il discorso dello scrittore britannico Ian McEwan alla consegna del prestigioso Jerusalem Prize. Un riconoscimento che è stato accompagnato da molte polemiche. Tradotto in italiano sul sito dirittiglobali.it.
Immaginiamo per un momento che voi siate pagati per creare e distribuire idee, e non per spostare mattoni. Cosa potreste fare per migliorare la vostra carriera o in generale essere più felici?
People often credit their ideas to individual “Eureka!” moments. But Steven Johnson shows how history tells a different story.
Chi sono e cosa vogliono i giovani che stanno facendo tremare il Cremlino alla vigilia delle presidenziali del 4 marzo. Il reportage del New York Magazine