La sveglia di oggi non è fissata troppo presto, ma Valentina si alza comunque, un po’ per i rumori degli animali nell’aia che reclamano il primo pasto della giornata, un po’ per godersi l’ultima alba sulla piantagione.
Cara redazione,
al risveglio la strada asfaltata, a un centinaio di metri dalla casa che ci ospita, è parzialmente occupata da un camion che all’alba ha sbandato uscendo di strada.
Cara redazione,
oggi visitiamo Sambera, una nuova area del progetto a una decina di chilometri dal confine con il Benin e a un centinaio da Dosso.
Cara redazione,
siamo entrati in azione. Nel sito dove il progetto ha avuto il suo avvio abbiamo cominciato a piantare.
Cara redazione, stamattina abbiamo visitato la piantagione per la prima volta. Il sito non è lontano da Dosso, appena dieci minuti di macchina.
Cara redazione, vi scriviamo dalla provincia nigerina: dopo un viaggio burrascoso, per la pioggia torrenziale che ci ha costretti a fermare l’auto sul ciglio della strada, siamo approdati a Dosso, capoluogo distrettuale a sud-est di Niamey. In questo territorio è ospitata la “nostra” piantagione.
Oggi si esplora il fiume, alla ricerca di ippopotami.
Internazionale ha mandato due abbonati in Niger a vedere cosa succede nella piantagione di alberi che stiamo facendo nascere a Dosso.
Gli israeliani non sono riusciti a fermare il programma nucleare di Teheran. Per questo sono pronti a bombardare le centrali iraniane. L’inchiesta del New York Times Magazine