Molti militari e torturatori del regime di Gheddafi ora sono in prigione a loro volta. E spesso incontrano le loro vittime, che in alcuni casi chiedono vendetta.
La morte a Vienna dell’ex ministro del petrolio libico impedirà di fare piena luce sugli scandali che hanno coinvolto il suo settore.
A Bengasi, in Libia, tre esplosioni hanno distrutto un edificio e ferito alcune persone. (Esam Al-Fetori, Reuters/Contrasto)
Un combattente strappa una bandiera, simbolo del regime di Gheddafi, a Regdalin, in Libia. (Anis Mili, Reuters/Contrasto)
Otto fotografi, cento immagini, quattro mostre. Il progetto Adil (Almost dawn in Libya, “È quasi alba in Libia”) vuole portare alcune delle migliaia di foto scattate durante il conflitto nelle città che ne sono state [...]
Oltre alle milizie armate, il Consiglio nazionale di transizione ora deve anche affrontare in rischio di una divisione in tre del paese.
A Bengasi, in Libia, è stata trovata una fossa comune con 155 corpi. (Manu Brabo, Ap/Lapresse)
Nel primo anniversario della rivolta di Bengasi le autorità libiche hanno evitato di organizzare delle celebrazioni ufficiali in segno di rispetto per le quindicimila vittime della guerra civile.
Le rivolte e il conflitto in Libia nel reportage di Luca Sola.
Festeggiamenti a Bengasi, in Libia, per festeggiare l’anniversario della prima rivolta contro Gheddafi. (Gianluigi Guercia, Afp)
Prigionieri politici di un carcere nei pressi di Gharyan, in Libia. (Ismail Zetouny, Reuters/Contrasto)
Aicha Gheddafi non molla: nascosta in un luogo segreto (probabilmente in Algeria) chiede di essere ascoltata dalla Corte penale internazionale a proposito della morte di suo padre.
Medici senza frontiere ha deciso di sospendere le sue attività nei centri di detenzione di Misurata perché i prigionieri sono sottoposti a tortura e gli è negato l’accesso a cure mediche di urgenza.
Durante il giorno la vita si svolge abbastanza normalmente. Ma di notte le detonazioni sono minacce di guerra. Reportage da Tripoli.
Il Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) è stato colpito da una grave crisi politica che ha portato alle dimissioni del suo vicepresidente e al rinvio dell’adozione della legge elettorale. Inoltre il 21 gennaio centinaia di persone hanno attaccato la sede del Cnt a Bengasi.
L’unico condannato per la strage del 1988, Abdelbaset al Megrahi, è in Libia e si dice estraneo all’attentato contro il volo della Pan Am in cui morirono 270 persone.
Libyans are again demonstrating in Benghazi. But this time they are directing their ire at the country’s new rulers, complaining that they are continuing in the deposed dictator’s path.
La missione dell’Alleanza atlantica ha aiutato a mettere fine al regime di Gheddafi, ma non tutto è andato liscio. Almeno in 13 casi. L’inchiesta del New York Times.
Moreno-Ocampo seeks answers over former Libyan leader’s death, saying circumstances “create suspicions of war crimes”.
Il procuratore della corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, sta per arrivare a Tripoli per verificare che Saif al Islam Gheddafi, arrestato sabato nel sud del paese, sia processato secondo le norme internazionali.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?