Repubblica Democratica del Congo

Repubblica Democratica del Congo

Capitale
Kinshasa
Cambio
Ora locale
Borsa
Meteo
Pil pro capite
Temperatura
Popolazione
Moneta
Franco congolese
Superficie
Arrestate in Congo due persone sospettate di aver ucciso gli ispettori dell’Onu.
Arrestate in Congo due persone sospettate di aver ucciso gli ispettori dell’Onu. Le autorità della Repubblica Democratica del Congo hanno arrestato due persone sospettate dell’omicidio di due ispettori delle Nazioni Unite, i cui corpi erano stati ritrovati il 29 marzo insieme a quello del loro interprete. Dopo l’arresto uno dei due sospetti è riuscito a scappare. La procura generale ha allora messo agli arresti anche i quattro agenti che erano incaricati di sorvegliare i sospetti.
Le vittime di stupro dimenticate dalla Corte penale internazionale

La Corte penale internazionale (Cpi), competente in materia di processi ai criminali di guerra, ha emesso solo nel 2016 per la prima volta una condanna per violenze sessuali commesse in zone di conflitto. Al lento funzionamento della Corte, alle scelte fatte dal procuratore Moreno-Ocampo, si aggiungono le poste in gioco politiche difficilmente compatibili con la fine dell’impunità dei criminali. Leggi

pubblicità
Kinshasa deserta per una protesta contro il presidente congolese Joseph Kabila.
Kinshasa deserta per una protesta contro il presidente congolese Joseph Kabila. Le strade della capitale della Repubblica Democratica del Congo, di solito trafficatissime fin dall’alba, la mattina del 10 aprile erano deserte in seguito all’invito dell’Unione per la democrazia e il progresso sociale (Udps) a protestare in tutte le città del paese. L’Udps contesta la nomina a primo ministro di Bruno Tshibala, un politico proveniente dalle fila dell’Udps ma passato con la maggioranza. Il governo ha vietato ogni manifestazione.
Ritrovati in Congo i corpi di due funzionari dell’Onu.
Ritrovati in Congo i corpi di due funzionari dell’Onu. Gli abitanti di un villaggio della regione del Kasai hanno ritrovato i corpi di due investigatori dell’Onu e del loro interprete, scomparsi da qualche settimana. Lo statunitense Michael Sharp e la svedese Zaida Catalan facevano parte di un gruppo di esperti che l’Onu ha inviato nella Repubblica Democratica del Congo per verificare l’applicazione delle sanzioni inflitte al regime di Kinshasa dal Consiglio di sicurezza.
Una milizia decapita circa 40 agenti di polizia in un agguato nella Repubblica Democratica del Congo
Una milizia decapita circa 40 agenti di polizia in un agguato nella Repubblica Democratica del Congo. Gli uomini della milizia Kamuina Nsapu hanno attaccato la polizia il 24 marzo mentre percorrevano la strada che collega il villaggio di Tshikapa a quello di Kananga. Oltre ad uccidere gli agenti, la milizia ha sequestrato armi e veicoli della polizia.
pubblicità
La Repubblica Democratica del Congo apre un’inchiesta su un video che mostra un massacro da parte dell’esercito.
La Repubblica Democratica del Congo apre un’inchiesta su un video che mostra un massacro da parte dell’esercito. La ministra per i diritti umani Marie-Ange Mushobekwa ha comunicato che il governo aprirà un’inchiesta su un video di sette minuti che mostra dei militari con l’uniforme dell’esercito congolese sparare contro un gruppo di uomini armati di fionde. Non è possibile confermare l’autenticità delle immagini o determinare la data in cui sono state registrate. Le Nazioni Unite hanno ricevuto segnalazioni secondo cui l’esercito avrebbe ucciso almeno 101 persone in scontri tra il 9 e il 13 febbraio, nella provincia del Kasai.
Nella Repubblica Democratica del Congo scontri tra polizia e sostenitori di una setta religiosa.
Nella Repubblica Democratica del Congo scontri tra polizia e sostenitori di una setta religiosa. A Kinshasa la polizia ha preso d’assalto l’abitazione di Ne Muanda Nsemi, il leader della setta religiosa separatista Bundu Dia Kongo. Lo riferiscono alcuni testimoni citati dall’agenzia Reuters. Gli agenti hanno lanciato lacrimogeni e sparato colpi d’arma da fuoco contro i sostenitori dell’organizzazione.
Almeno 56 morti nel centro della Repubblica Democratica del Congo
Almeno 56 morti nel centro della Repubblica Democratica del Congo. A Tshimbulu ci sono stati nuovi scontri tra le forze di sicurezza e i miliziani del gruppo guidato dal defunto comandante Kamwina Nsapu, ucciso nell’agosto del 2016 dalla polizia. Da allora i miliziani cercano di vendicare la morte del loro leader.
È morto l’oppositore congolese Étienne Tshisekedi.
È morto l’oppositore congolese Étienne Tshisekedi. Tshisekedi è stato il più importante avversario del presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila. Durante tutta la sua carriera politica si è battuto per la democrazia, opponendosi prima a Mobutu Sese Seko, poi a Laurent Kabila e infine a suo figlio Joseph. Tshisekedi è morto il 1 febbraio in un ospedale di Bruxelles per un’embolia polmonare. Aveva 84 anni.
La lotta dei pigmei in Congo

Su Idjwi, l’isola più grande nella Repubblica Democratica del Congo, sta sparendo un pezzo di mondo. I bambuti, uno dei gruppi pigmei del paese, sono anche uno dei più antichi popoli indigeni dell’Africa centrale. Per millenni hanno vissuto come cacciatori-raccoglitori, sopravvivendo grazie alle ricchezze della foresta. Idjwi, nel mezzo del lago Kivu, è stata risparmiata dalle devastazioni delle guerre che nel 1996 hanno ucciso milioni di persone nell’est dell’Rdc. Ma per i suoi abitanti l’arrivo di un’altra cultura si è rivelata quasi devastante. Leggi

pubblicità
Raggiunto accordo preliminare per nuove elezioni nella Repubblica Democratica del Congo entro la fine del 2017.
Raggiunto accordo preliminare per nuove elezioni nella Repubblica Democratica del Congo entro la fine del 2017. L’accordo, raggiunto il 30 dicembre ma non ancora firmato, prevede l’instaurazione di un governo di transizione nel paese entro marzo 2017 e nuove elezioni entro l’anno. Il presidente Joseph Kabila, il cui mandato è scaduto 20 dicembre, è rimasto al potere dopo che le presidenziali erano state rimandate ad aprile 2018. In base all’accordo non potrà candidarsi per un terzo mandato.
Almeno 50 morti a causa delle inondazioni nella Repubblica Democratica del Congo.
Almeno 50 morti a causa delle inondazioni nella Repubblica Democratica del Congo. È successo nella Provincia del Congo centrale. Le inondazioni sono state causate dalle forti piogge torrenziali e dello straripamento del fiume Kalamu nella notte tra il 27 e il 28 dicembre. I soccorritori, confermano le autorità locali, sono al lavoro per cercare eventuali superstiti, ma si teme che il numero delle vittime possa aumentare.
Trentacinque civili uccisi nel Nord Kivu.
Trentacinque civili uccisi nel Nord Kivu. Ci sono stati pesanti combattimenti nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo tra milizie hutu e milizie nande, che hanno coinvolto anche l’esercito nazionale. Almeno 35 civili sono stati uccisi nel fine settimana di Natale. Il bilancio delle vittime è salito a 35 con l’annuncio di almeno 13 civili hutu uccisi il 25 dicembre da una milizia nande nel villaggio di Nyanzale.
Almeno 35 morti negli scontri etnici nella Repubblica Democratica del Congo.
Almeno 35 morti negli scontri etnici nella Repubblica Democratica del Congo. Attacchi in villaggi e combattimenti tra milizie hanno provocato almeno 35 morti nel fine settimana di Natale nel Nord Kivu, una regione prevalentemente cristiana. Il 24 dicembre a Eringeti, una città 55 chilometri a nord della capitale regionale di Beni, i ribelli delle Forze democratiche alleate, dominate da musulmani estremisti ugandesi hanno ucciso 22 persone. Il bilancio delle vittime è salito in seguito a 35 con l’uccisione di 13 civili hutu, per lo più donne, uccisi il 25 dicembre da una milizia del gruppo etnico nande nel villaggio di Nianzale, una comunità a maggioranza hutu.
Nella Repubblica Democratica del Congo governo e opposizione hanno raggiunto un accordo sulla transizione politica.
Nella Repubblica Democratica del Congo governo e opposizione hanno raggiunto un accordo sulla transizione politica. Il presidente Joseph Kabila lascerà l’incarico entro la fine del 2017, riporta la Reuters, ma non potrà cambiare la costituzione, che gli impedisce di candidarsi per un terzo mandato. Inoltre l’opposizione nominerà un primo ministro e il suo leader, Etienne Tshisekedi, controllerà che l’accordo sia rispettato. Il mandato di Kabila è scaduto il 20 dicembre ma lui è rimasto al potere e le presidenziali erano state rimandate all’aprile del 2018. La decisione ha scatenato violente proteste in tutto il paese.
pubblicità
Più di venti morti a Kinshasa nelle proteste contro il presidente Joseph Kabila
Più di venti morti a Kinshasa nelle proteste contro il presidente Joseph Kabila. Il bilancio è stato reso noto dall’ufficio dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, ma è contestato dal governo congolese, che parla di nove morti, tra cui un poliziotto. Ci sono stati scontri anche a Lubumbashi, nel sudest del paese, dove 74 persone sono state arrestate.
Joseph Kabila non si dimette e nella Repubblica Democratica del Congo sale la tensione

Il 19 dicembre per la Repubblica Democratica del Congo era una giornata chiave perché scadeva ufficialmente il secondo mandato del presidente Joseph Kabila. Appena si è saputo che Kabila non si sarebbe dimesso, nel paese sono scoppiate le proteste, soprattutto nelle città principali, dove il clima sta diventando sempre più teso e gli scontri stanno assumendo toni sempre più violenti. Leggi

Diversi morti a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo.
Diversi morti a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. La tensione crescente nel paese causata dall’incertezza politica dopo la fine del mandato presidenziale di Joseph Kabila è sfociata in violenti scontri tra i fedeli del presidente uscente e i sostenitori dell’opposizione. Fonti governative della Repubblica Democratica del Congo parlano di nove morti, mentre secondo la Missione dell’Onu le vittime degli scontri sarebbero almeno una ventina.
L’oppositore congolese Étienne Tshisekedi invita i connazionali alla resistenza pacifica.
L’oppositore congolese Étienne Tshisekedi invita i connazionali alla resistenza pacifica. Dopo che il 19 dicembre è finito il mandato del presidente Joseph Kabila senza che siano state indette nuove elezioni, il leader dell’opposizione della Repubblica Democratica del Congo ha rivolto un appello ai cittadini a resistere pacificamente a un “colpo di stato”. La situazione nel paese è molto tesa e si teme lo scoppio di proteste violente. Stamattina sono stati avvertiti degli spari a Lubumbashi e, secondo l’Onu, sono state arrestate 74 persone in tutto il paese per aver violato la legge che vieta i raduni di più di dieci persone.
pubblicità