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L’esercito russo nega di aver schierato nuove forze al confine con la Corea del Nord.
L’esercito russo nega di aver schierato nuove forze al confine con la Corea del Nord. In un comunicato all’agenzia Interfax, il portavoce del distretto militare dell’estremo oriente Alexander Gordeyev ha negato lo schieramento di forze aggiuntive vicino al confine con la Corea del Nord. I movimenti di armamenti che la stampa ha riportato come nuovi schieramenti erano operazioni previste da tempo.
Il leader ceceno Ramzan Kadyrov nega le accuse di persecuzione degli omosessuali in Cecenia.
Il leader ceceno Ramzan Kadyrov nega le accuse di persecuzione degli omosessuali in Cecenia. Kadyrov ha approfittato di un incontro con il presidente russo Vladimir Putin per negare che nella repubblica meridionale da lui governata sia in corso una purga nei confronti di uomini gay. Il giornale Novaya Gazeta sostiene che più di cento uomini ceceni sospettati di essere omosessuali sono stati oggetto di rastrellamenti e violenze. Tre di loro sarebbero morti.
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L’uomo arrestato in Russia ha ammesso di aver pianificato l’attentato a San Pietroburgo.
L’uomo arrestato in Russia ha ammesso di aver pianificato l’attentato a San Pietroburgo. Abror Azimov era stato fermato il 17 aprile nella città di Odincovo, vicino a Mosca. Nato nel 1990, Azimov è originario dell’Asia centrale ed è accusato di aver istruito Akbarzhon Jalilov, l’uomo che ha compiuto l’attentato del 4 aprile nella metropolitana della città russa, che ha causato 14 morti e circa cinquanta feriti.
La polizia russa arresta un uomo sospettato di aver partecipato all’attentato di San Pietroburgo.
La polizia russa arresta un uomo sospettato di aver partecipato all’attentato di San Pietroburgo. Abror Azimov, sospettato di aver istruito Akbarzhon Jalilov che ha compiuto l’attentato nella metropolitana di San Pietroburgo, è stato arrestato nella provincia di Odintsovo, non lontano da Mosca. Azimov è la nona persona arrestata nell’inchiesta relativa all’attentato che il 4 aprile 2017 ha causato 14 morti e una cinquantina di feriti.
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La corte europea dei diritti umani ha individuato gravi negligenze da parte delle autorità russe durante la strage di Beslan, nel 2004.
La corte europea dei diritti umani ha individuato gravi negligenze da parte delle autorità russe durante la strage di Beslan, nel 2004. La corte, inoltre, rimprovera a Mosca il modo in cui sono state condotte le indagini successive. Nell’assedio alla scuola di Beslan, i guerriglieri ceceni avevano preso più di mille ostaggi, per la maggior parte bambini. Nell’operazione militare che ha messo fine all’attacco morirono 330 persone. Nessun ufficiale è mai stato ritenuto responsabile, anche se molti sopravvissuti e familiari delle vittime accusano le istituzioni di aver gestito male la situazione e di non aver ascoltato le informazioni dei servizi di sicurezza che avevano messo in guardia sul possibile progetto di una presa di ostaggi. Molti di loro avevano fatto ricorso presso la corte europea.
La Russia non trasmetterà l’Eurovision.
La Russia non trasmetterà l’Eurovision. Il canale televisivo russo Channel One ha annunciato che non manderà in onda l’Eurovision Song Contest che si svolgerà a Kiev, in Ucraina, tra il 9 e il 13 maggio 2017. La decisione del canale tv arriva dopo che l’Ucraina ha comunicato che non avrebbe permesso a Julia Samoilova, cantante che rappresenta la Russia, di entrare nel paese per partecipare alla competizione perché nel 2014 l’artista si era esibita in Crimea. L’European broadcasting union, che organizza l’evento, ha comunicato che quindi la Russia non potrà partecipare all’Eurovision 2017.
Mentre il segretario di stato americano Rex Tillerson ha incontrato a Mosca il presidente Vladimir Putin, Donald Trump cambia idea sulla Nato.
Mentre il segretario di stato americano Rex Tillerson ha incontrato a Mosca il presidente Vladimir Putin, Donald Trump cambia idea sulla Nato. Secondo Tillerson il livello di fiducia tra Washington e Mosca è “al minimo”: entrambe hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta delle Nazioni Unite sull’ultimo attacco chimico in Siria. Al termine dell’incontro con il segretario generale della Nato alla Casa Bianca, invece, Trump ha detto che l’Alleanza atlantica non è obsoleta anzi è indispensabile nella lotta al terrorismo.
Russia e Stati Uniti vogliono un’inchiesta delle Nazioni Unite sull’attacco chimico in Siria.
Russia e Stati Uniti vogliono un’inchiesta delle Nazioni Unite sull’attacco chimico in Siria. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov al termine di un incontro con il segretario di stato statunitense Rex Tillerson. Il segretario di stato degli Stati Uniti ha detto, invece, che il livello di fiducia tra Washington e Mosca è “al minimo”. La diplomazia statunitense aveva annunciato che avrebbe chiesto a Mosca di ritirare il suo appoggio al governo di Bashar al Assad in Siria. Secondo Tillerson, l’esercito di Assad ha usato armi chimiche in più di 50 bombardamenti.
L’oppositore russo Alexei Navalny convoca una manifestazione il 12 giugno.
L’oppositore russo Alexei Navalny convoca una manifestazione il 12 giugno. Il suo intento è quello di ampliare la mobilitazione, dopo le proteste anticorruzione di fine marzo che hanno visto una partecipazione ampia e si sono concluse con centinaia di arresti. Navalny è stato rilasciato l’8 aprile, dopo aver trascorso 15 giorni in carcere.
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Il nuovo Trump, un gendarme senza dottrina

Dimenticate tutto quello che avete letto su Donald Trump negli ultimi sei mesi circa: sarà bastato lanciare dei missili Tomahawk su una base siriana perché, per riprendere l’espressione dell’analista della Cnn Fareed Zakaria, Donald Trump diventi davvero il presidente degli Stati Uniti. Leggi

Il bombardamento statunitense in Siria apre una fase di enorme incertezza

Da questa notte siamo entrati in una zona pericolosa per la stabilità internazionale, perché ora la Russia di Vladimir Putin e gli Stati Uniti di Donald Trump si trovano faccia a faccia in Siria, nel cuore di un Medio Oriente in piena implosione. Leggi

Trovati degli esplosivi in una nuova perquisizione della polizia a San Pietroburgo
Trovati degli esplosivi in una nuova perquisizione della polizia a San Pietroburgo. Un congegno esplosivo è stato fatto brillare all’alba in un appartamento della città russa, perquisito dalle forze dell’ordine a tre giorni dall’attentato che ha causato 14 morti nella metropolitana. Secondo la polizia, si tratta di esplosivi simili dell’attentato del 3 aprile. Diverse persone sono state arrestate. L’attentatore Akbarzhon Jalilov, cittadino russo di 22 anni nato in Kirghizistan, è morto durante l’attacco.
Il dialogo con Putin deve proseguire ma senza ingenuità

Dopo l’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo diverse personalità francesi hanno fatto presente che in base al buon senso bisognerebbe riavvicinarsi a Putin perché la Russia è vittima dello stesso avversario che combatte la Francia e l’Europa. Collaborare con la Russia nella lotta contro il terrorismo è indispensabile, ma sarebbe sbagliato adottare l’approccio del presidente russo nei confronti dell’islamismo. Leggi

Cosa può cambiare dopo l’attacco chimico in Siria

Oggi sappiamo che c’è stato sicuramente un attacco aereo con armi chimiche che ha colpito una zona controllata dai ribelli ostili al regime di Bashar al Assad. Dal punto di vista giuridico non è possibile accusare formalmente il regime siriano di crimini di guerra. In mancanza di prove, però, c’è un solido ragionamento logico che punta dritto contro l’esercito di Assad. Leggi

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Identificato l’attentatore di San Pietroburgo.
Identificato l’attentatore di San Pietroburgo. Sarebbe Akbarzhon Jalilov l’uomo sospettato di aver fatto esplodere una bomba nella metropolitana della città russa il 3 aprile. Un cittadino russo nato in Kirghizistan nel 1995, affermano i servizi di sicurezza kirghisi. Secondo l’agenzia di stampa russa Interfax, avrebbe legami con l’islam radicale. Non è chiaro se si sia trattato di un attacco suicida. L’attentato ha causato 14 morti e 49 feriti. Jalilov è accusato anche di aver piazzato un altro ordigno trovato inesploso nella metro. Finora l’azione non è stata rivendicata. Stamattina la stazione di Sennaja Ploščad è stata di nuovo chiusa per un allarme bomba, poi rientrato.
Almeno dieci morti per un’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo.
Almeno dieci morti per un’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo. Un’esplosione è avvenuta nel primo pomeriggio del 3 aprile in un convoglio in transito tra le stazioni di Sennaja Ploščad e Tekhnologičesky Institute, nel centro della città. Ci sono almeno dieci morti e 37 feriti, di cui sei in condizioni gravi, come ha confermato il ministero della sanità russo. Un altro ordigno artigianale è stato trovato inesploso nella stazione di Ploščad Vosstaniya ed è stato fatto brillare dagli artificieri. La polizia ha dichiarato che sta cercando due sospetti. Il presidente Vladimir Putin si trovava a San Pietroburgo per un vertice con il leader bielorusso Aleksandr Lukašenko. Le autorità russe hanno aperto un’inchiesta per terrorismo.
Una trentina di arresti a Mosca dopo nuove manifestazioni di protesta.
Una trentina di arresti a Mosca dopo nuove manifestazioni di protesta. Domenica 2 aprile, a Mosca, si è svolta una manifestazione di proporzioni decisamente ridotte rispetto alla mobilitazione del 26 marzo. La polizia è comunque intervenuta in forze fermando una trentina di persone tra le poche centiania che si erano radunate nella piazza intitolata a Puškin. La dimostrazione era stata organizzata attraverso i social network per protestare contro la detenzione di Aleksej Navalnyj.
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