Il golfista finlandese Roope Kakko si allena per il Madeira Islands Open, in Portogallo. (Dean Mouhtaropoulos, Getty Images)
Il piccolo arcipelago portoghese ha 250mila abitanti e sei miliardi di euro di debiti, risultato dei folli investimenti di un governo autonomo guidato da trentatré anni da Alberto João Jardim.
La fotoreporter dell’Afp Patricia Melo picchiata da un poliziotto durante una manifestazione a Lisbona, in Portogallo. (Hugo Correia, Reuters/Contrasto)
Nel marzo 2011 João, Alexandre e Paula manifestavano a Lisbona contro la precarietà e la disoccupazione. Un anno dopo la loro situazione non è migliorata molto.
Con la crisi non sono più solo i giovani con un’adeguta preparazione a cercare lavoro in Europa, ma anche intere famiglie povere e poco istruite. Molti si ritrovano presto a dormire sui marciapiedi.
Sotto la pressione dell’austerity i portoghesi hanno dovuto cambiare le loro abitudini di consumo. La necessità aguzza l’ingegno, stimola la curiosità e porta qualche sorpresa.
Le trattative sulla ristrutturazione del debito greco hanno offuscato le difficoltà di un altro paese del sud dell’Europa: il Portogallo, dove continuano manifestazioni e scioperi contro le misure di austerità decise dal governo.
Il presidente angolano José Eduardo Dos Santos ha offerto aiuto al Portogallo.
Per tastare il polso del paese al premier Pedro Passos Coelho basta affacciarsi alla finestra: nella via dove abita alla periferia di Lisbona, l’austerity ha fatto chiudere i negozi e lasciato senza lavoro molti portoghesi della classe media.
La crisi economica del Portogallo ha colpito principalmente le giovani generazioni. Che così, paradossalmente, decidono di emigrare verso ex colonie come Brasile e Angola. Una generazione perduta in cerca di lavoro: il reportage da Lisbona della Bbc.
Le misure di austerità colpiranno tre milioni di persone.
L’agenzia ha tagliato il rating del Portogallo, portandolo dal livello Baa1 a Ba2. Questo significa che il paese, uno dei più colpiti dalla crisi del debito all’interno della zona euro, è ritenuto in grado di far fronte ai suoi impegni, ma gli investimenti sono considerati di tipo “speculativo”, quindi a rischio.
L’opposizione conservatrice ha conquistato la maggioranza assoluta alle elezioni del 5 giugno, ma non potrà fare altro che mettere in atto il programma di austerity che è costato il posto a José Socrates.
Festeggiamenti a Lisbona, in Portogallo, per la vittoria del Partito socialdemocratico alle elezioni legislative. (Patricia de Melo Moreira, Afp)
A differenza di Grecia e Irlanda, i problemi del paese dipendono quasi tutti dall’adozione dell’euro. Applicare la stessa disastrosa ricetta di austerity non servirà: bisogna ripensare l’intero sistema. L’analisi di Der Standard in italiano.
Il governo di Lisbona è riuscito a ottenere tempo e clemenza dalla missione di Fmi, Bce e Ue. Ma ora il paese dovrà dimostrarsi degno della fiducia e rimboccarsi le maniche per uscire dalla crisi del debito. L’articolo del giornale portoghese Jornal de Negócios tradotto in italiano.
Dopo il ricorso all’Ue e al Fmi, che chiederanno un alto prezzo in termini di austerity, ai portoghesi restano due alternative: rassegnarsi a perdere il tenore di vita europeo o rimboccarsi le maniche. L’articolo del giornale portoghese Visão tradotto in italiano da Presseurop.eu.
Ieri greci e irlandesi, oggi i portoghesi: i cittadini dei paesi europei oggetto degli interventi di Ue e Fmi scoprono a loro spese di aver accettato un abbraccio mortale.
Dopo aver resistito per mesi, il governo si è rassegnato a chiedere l’intervento di Bruxelles per fare fronte alla crisi del debito pubblico.
Il primo ministro José Sócrates ha chiesto l’accesso ai fondi della Commissione europea, come hanno già fatto Grecia e Irlanda.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?