Secondo la nuova versione delle linee guida per i moderatori del social network, è consentito pubblicare foto ritoccate (sempre che non siano offensive) e immagini di “fluidi corporali”.
Controllare gli utenti usando parole chiave diverse, paese per paese: l’azienda di San Francisco è pronta ad attuare misure di autocensura.
Con 800 milioni di utenti, Facebook sostiene di aver avvicinato i cittadini di tutto il mondo.
A cinque mesi dal lancio, il suo social network non appassiona ancora.
Forse l’azienda di Mountain View non se n’è ancora resa conto, ma ha già bruciato la sua occasione di fare concorrenza a Facebook, scrive Farhad Manjoo.
Quanto è stabile la Cina? Di cosa parla l’opinione pubblica pachistana? Per tenersi al corrente, la Cia ha deciso di ricorrere a nuove fonti d’informazione: i social network.
La nazione che twitta di più sono i Paesi Bassi: il 22 per cento dei fiamminghi usa Twitter, contro l’8 per cento degli Stati Uniti.
“Non ho più undici anni. Non voglio che le persone sappiano che sto ascoltando Dolly Parton”. È ora di cominciare a cancellare amici da Facebook e Twitter, scrive David Shing.
L’opinione del linguista, secondo cui Twitter è superficiale, non è né profonda né convincente, sostiene Nathan Jurgenson.
Anche quando facciamo il log out il nostro profilo continua a essere tracciato.
Come previsto, Mark Zuckerberg ha annunciato a San Francisco molte novità. Alcune già disponibili. Il più usato social network (800 milioni di iscritti) diventa un enorme crocevia di musica, film, libri e tutto quanto fa spettacolo.
Uno studio ha analizzato il linguaggio usato da uomini e donne su Twitter, individuando le parole che distinguono i due generi nel sito di microblogging.
Al momento dell’iscrizione, Facebook ti chiede di specificare se sei un maschio o femmina. Ma come si deve comportare chi non si sente né l’uno né l’altra? La protesta del movimento lesbo, gay, bisexual e transgender AllOut.org.
In ventiquattro giorni il nuovo progetto di Google ha già venti milioni di utenti, ma la scelta di cancellare gli account sprovvisti di nomi reali non è piaciuta. Perché i social network insistono nel sapere chi siamo?
Se decidete che la vostra identità digitale è solo su G+ (o Facebook, Twitter, Tumblr e LinkedIn) date via qualcosa di molto prezioso, scrive Dan Gillmor.
I tedeschi lo fanno meno, gli ungheresi di più. Gli italiani si piazzano bene. La classifica europea dei social network-dipendenti.
Paul Krugman, sul New York Times.
È stato cancellato. Forse perché, come scrive Paul Krugman, era fuori tema, conteneva parolacce, ERA TUTTO MAIUSCOLO! o pubblicizzava delle cose inutili.
La Francia ha proibito l’uso delle parole Facebook e Twitter in tv e alla radio, a meno che non si parli proprio di fatti che riguardano le due società. Non si potrà più dire “Seguiteci su Twitter”, per esempio, ma “Seguiteci sui social network”. Secondo Dave Winer è una decisione saggia.
I giornalisti amano Twitter perché è una gigantesca fonte di notizie. Facebook non vuole perdere terreno e apre una pagina dedicata. Ne parla Mathew Ingram su GigaOm.
Chi sono e cosa vogliono i giovani che stanno facendo tremare il Cremlino alla vigilia delle presidenziali del 4 marzo. Il reportage del New York Magazine