Il governo di Harare sta considerando d’introdurre la moneta cinese come valuta nazionale.
L’esproprio dei terreni agricoli ai bianchi in favore dei neri intrapreso dal 2000 dal presidente Robert Mugabe non ha dato i suoi frutti: la produzione agricola è crollata del 70 per cento, generando perdite per oltre 10 miliardi di euro. E c’è chi ha speculato, come la stessa famiglia Mugabe.
I diamanti in arrivo dalla miniera nazionalizzata di Marange, nello Zimbabwe, mettono alla prova il sistema di certificazione del Kimberley process.
Il funerale a Harare, in Zimbabwe, di Edgar Tekere, fondatore del partito di governo e poi uno dei più duri critici di Mugabe. (T. Mukwazhi, Ap/Lapresse)
Tutte le società minerarie straniere devono vendere il 51 per cento delle loro azioni a un cittadino dello Zimbabwe entro sei mesi. Lo ha deciso il padre-padrone del paese, che ha aperto così la campagna elettorale in vista delle prossime legislative.
Cosa possono dire le rivoluzioni del mondo arabo a un paese come lo Zimbabwe, dove internet non funziona e i telefoni sono sotto il controllo dello stato?
Ad Harare, Zimbabwe, si è aperta la stagione della vendita del tabacco. (Jekesai Njikizana, Afp)
L’opposizione denuncia una nuova ondata di violenza.
Se l’occidente non vuole i “diamanti di sangue”, lui guarda a est.
“Ladies and gentlemen, Bob Marley and the Wailers!”: sono state le prime parole dello Zimbabwe indipendente, il 17 aprile 1980, dopo che il principe Carlo aveva ammainato la bandiera britannica.
Oggi, scrive il Mail & Guardian, il padre della patria Robert Mugabe – odiato da alcuni e divinizzato da altri – potrebbe rimanere presidente a vita.
Giunto a New York per partecipare all’assemblea generale delle Nazioni Unite, il 24 settembre il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe ha rilasciato una rara intervista alla Cnn. Il suo incontro con la giornalista Christiane Amanpour è stato molto discusso.
Secondo la SW Radio Africa – una stazione radio con sede a Londra e gestita da [...]
Il colera è tornato in Zimbabwe e ora si teme una ripetizione dell’epidemia del 2008, in cui morirono più di quattromila persone.
I primi casi, anche se non mortali, sono stati registrati nel distretto di Chibuwe, una zona rurale del paese. Ma il pericolo, scrive il Mail & Guardian, è che i problemi che l’anno scorso [...]
Chi sono e cosa vogliono i giovani che stanno facendo tremare il Cremlino alla vigilia delle presidenziali del 4 marzo. Il reportage del New York Magazine