Durante l’attacco al parlamento di Teheran, Iran, il 7 giugno 2017. (Reuters/Contrasto)

Il mondo all’una

Durante l’attacco al parlamento di Teheran, Iran, il 7 giugno 2017. (Reuters/Contrasto)
07 giugno 2017 13:30
  • Attacco al parlamento iraniano e al mausoleo dell’ayatollah Khomeini a Teheran. Le agenzie di stampa iraniane riportano diversi numeri riguardo i morti – dai tre ai dodici – mentre si parla di diversi feriti. Si tratta di due attacchi coordinati. Il primo, nella sede del parlamento, è stato effettuato da quattro persone armate di Kalashnikov e pistole, che dopo aver sparato sono state uccise dalla polizia. Nel sud della città invece almeno quattro persone sono entrate nel mausoleo del padre fondatore della rivoluzione islamica sparando sulla folla mentre un kamikaze, secondo alcune fonti una donna o un uomo vestito da donna, si è fatto esplodere. Il gruppo Stato islamico ha rivendicato entrambi gli attentati sull’agenzia di stampa Amaq.
  • La polizia francese ha trovato un video in cui l’attentatore di Parigi giura fedeltà al gruppo Stato islamico. L’uomo, un algerino di 40 anni, il 6 giugno ha attaccato con un martello un agente di pattuglia davanti alla cattedrale di Notre Dame. La polizia è intervenuta ferendo al petto l’assalitore che è stato messo in stato di detenzione in ospedale. Durante l’attacco l’attentatore ha urlato “questo è per la Siria” ma l’azione non è ancora stata rivendicata.
  • È stato identificato il terzo aggressore dell’attentato di Londra del 3 giugno. Si tratta di Youssef Zaghba, 22 anni, un italomarocchino che nel gennaio del 2016 era già stato segnalato dalle autorità italiane come potenziale sospetto. Zaghba era nel database del terrorismo internazionale dopo essere stato fermato dalle autorità mentre cercava di andare in Siria per unirsi al gruppo Stato islamico. La madre ha confermato l’amicizia di suo figlio con gli altri due terroristi. La polizia di Londra ha intanto arrestato un altro uomo sui trent’anni, seguendo degli indizi trovati durante la perquisizione di un’abitazione in cui vivevano gli altri due terroristi.
  • Donald Trump si prende il merito dell’isolamento del Qatar. In una serie di tweet il presidente statunitense accusa il Qatar di fomentare il terrorismo anche se in seguito, al Pentagono, ringrazia il paese per ospitare la più grande base aerea degli Stati Uniti in Medio Oriente. Dopo aver tagliato le linee di comunicazione marittime e aeree, l’Arabia Saudita ha incitato il Qatar a tagliare i suoi legami con il gruppo palestinese Hamas e con i Fratelli musulmani in Egitto. La Turchia si è offerta come mediatore sottolineando che isolare e imporre sanzioni non è un modo per risolvere la crisi.
  • Le Forze democratiche siriane (Sdf) hanno lanciato una grande offensiva per riconquistare Raqqa, la roccaforte dello Stato islamico (Is) in Siria. La coalizione, composta da milizie curde e arabi, ha l’appoggio degli Stati Uniti. L’attacco, sferrato da est, ovest e nord, è cominciato il 6 giugno dopo una serie di raid aerei. Raqqa è stata la prima città conquistata dai miliziani dell’Is, nel 2014, ed è stata la base di partenza per molti jihadisti, come i responsabili degli attacchi di Parigi nel novembre del 2015. Talal Silo, portavoce delle Sdf, ha sottolineato che sarà un conflitto particolarmente violento perché l’Is non abbandonerà facilmente il campo.
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