04 aprile 2019 14:30

Dopo che il 14 marzo il ciclone Idai ha raggiunto Beira, una città costiera del Mozambico, un portavoce dell’Organizzazione meteorologica mondiale ha parlato di uno dei peggiori disastri meteorologici nell’emisfero australe, scrive The Conversation. L’evento ha causato alluvioni catastrofiche e la distruzione di case e strade. Non è ancora chiaro il bilancio delle vittime, ma potrebbero essere più di mille. I cicloni sono tempeste accompagnate da venti molto intensi e innalzamento del livello del mare. Provocano alluvioni, erodono le coste e distruggono ciò che si trova sul loro cammino.

Non è ancora possibile attribuire direttamente il ciclone Idai al cambiamento climatico, ma alcuni rapporti pubblicati in passato prevedevano tempeste più intense a causa dell’aumento delle temperature. Bisogna però aggiungere che Beira è particolarmente vulnerabile per la sua posizione geografica, che il Mozambico non ha un efficiente sistema di allerta per la popolazione e che molti abitanti hanno ignorato gli avvertimenti. Secondo The Conversation, bisogna considerare anche il fattore povertà. Nelle aree più povere le costruzioni sono meno solide e l’accesso ai servizi di emergenza è scarso. Gli abitanti del Mozambico, del Malawi e dello Zimbabwe rischiano di essere colpiti duramente da eventi legati al cambiamento climatico, anche se questi paesi hanno contribuito molto poco alle emissioni di anidride carbonica che l’hanno causato.

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Questo articolo è uscito sul numero 1300 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati