Abdel Rahman Alali, (dietro sulla sinistra), 29 anni, era un pediatra a Hama, in Siria. È fuggito dal suo paese a maggio del 2014 e ha viaggiato per sette mesi durante i quali è stato in prigione a San Pietroburgo e quattro mesi in Ucraina, prima di arrivare a Berlino a dicembre. A marzo, Judith Roëll (dietro al centro), 38 anni, fisioterapista, ha conosciuto Alali attraverso un amico che faceva il volontario nel centro in cui era ospitato e lo ha invitato a restare a casa sua. Adesso Alali parla il tedesco e ha avuto varie offerte di lavoro in due ospedali. (Joakim Eskildsen)

Il lato migliore della Germania

26 ottobre 2015 15:05

Mentre i leader europei stanno lavorando a un accordo per la creazione di nuove strutture di accoglienza per circa centomila profughi e migranti, i cittadini s’ingegnano per trovare altre soluzioni.

In Germania, dove si stima che quest’anno le richieste d’asilo saranno 800mila, si sono moltiplicate le esperienze di accoglienza ai profughi. A settembre la giornalista di Time Naina Bajekal e il fotografo danese Joakim Eskildsen hanno incontrato a Berlino decine di afgani e siriani accolti nelle case di comuni cittadini tedeschi, che hanno agito in maniera indipendente e si sono organizzati per offrire ai migranti casa, assistenza, corsi di lingue o di cucina.

“Questa esperienza ha allargato i miei orizzonti”, ha raccontato a Time Judith Roëll, che ospita un profugo siriano in casa. Secondo lei più le persone avranno contatti con i profughi, più la società tedesca diventerà tollerante. “Una crisi che in altre parti d’Europa ha fatto emergere il peggio, sta svelando il lato migliore della Germania”.

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