Un cartellone per la visita del papa, con scritto “Juárez è amore, siamo pronti”, a Ciudad Juárez. (Dario Lopez-Mills, Ap/Ansa)

Oltre il muro di Ciudad Juárez

12 febbraio 2016 14:17

È cominciato all’alba del 12 febbraio il viaggio in Messico di papa Francesco, che farà una tappa a Cuba per incontrare il patriarca di Mosca.

Durante il suo soggiorno messicano, che si concluderà il 17 febbraio, andrà a Ciudad Juárez, dove celebrerà una messa lungo la barriera che segna il confine con gli Stati Uniti e visiterà il penitenziario Centro de readaptación social (Cereso) 3. Il carcere ospita almeno tremila detenuti e un tempo era il simbolo del potere delle bande criminali, che dettavano le regole carcerarie, anche la chiusura e l’apertura delle celle, e continuavano a controllare il traffico di droga. Il direttore, Jorge Bissuet Galarza, racconta che addirittura non si poteva entrare nel penitenziario senza chiedere il loro permesso. Questo fino al 2010, quando le cose sono cambiate ed è tornata a regnare la calma, tanto da consentire la visita del papa.

Oggi i detenuti preparano l’accoglienza a Francesco costruendo una cappella nel cortile del carcere.

Le foto sono state scattate a Ciudad Juárez il 17 gennaio 2016, dal fotografo dell’Ap Dario Lopez-Mills.

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