Anaklia, Georgia, 2013. Dalla serie Refusal. (Rafal Milach)

Un premio alla fotografia che s’interroga

26 febbraio 2018 16:55

Fino al 3 giugno la Photographer’s gallery di Londra ospita la mostra dedicata ai quattro finalisti dell’edizione 2018 del premio istituito dalla Deutsche börse photography foundation prize. L’organizzazione no profit ha sede a Francoforte e promuove la fotografia contemporanea.

I quattro candidati di quest’anno sono Mathieu Asselin, Rafal Milach, Batia Suter e Luke Willis Thompson. Ogni progetto s’interroga sul valore di documentazione della fotografia e sul modo in cui le immagini possono essere usate per manipolare i fatti e veicolare false informazioni.

Il lavoro di Mathieu Asselin intitolato Monsanto: a photographic investigation (Actes Sud, 2017) è l’indagine durata cinque anni – tra documenti d’archivio, atti del tribunale, lettere personali e immagini – che l’autore ha condotto per documentare le attività della Monsanto, la multinazionale statunitense specializzata in biotecnologie agrarie.

Il progetto Autoportrait di Luke Willis Thompson “è il ritratto silenzioso di Diamond Reynolds”, spiega il fotografo. Reynolds nel luglio del 2016 aveva diffuso su Facebook un video girato subito dopo che il suo fidanzato, Philando Castile, era stato ucciso da un agente della polizia nella cittadina di Falcon Heights, in Minnesota. Il video ha avuto milioni di condivisioni. Thompson ha incontrato Reynolds e hanno lavorato insieme alla realizzazione di un video per rispondere visivamente a quello che era successo. In bianco e nero, girato in 35 millimetri, s’interroga sulle discriminazioni razziali e sulla violenza della polizia negli Stati Uniti.

Nell’installazione Parallel encyclopedia #2 (Roma, 2016) Batia Suter reinventa le sue immagini collocandole in nuovi contesti interrogandosi sul modo in cui il formato delle stampe e il luogo in cui sono esposte possono influire sulla lettura delle immagini e sul loro significato.

Refusal di Rafal Milach è dedicato ai sistemi di controllo governativi e il modo in cui possono manipolare le coscienze. Concentrandosi sui paesi postsovietici tra cui la Bielorussia, la Georgia, l’Ucraina, l’Azerbaigian e la Polonia, Milach traccia i meccanismi della propaganda e la sua rappresentazione nell’architettura e nel paesaggio.

Il vincitore del premio sarà annunciato il 17 maggio durante la cerimonia di premiazione alla Photographer’s gallery di Londra.

pubblicità

Articolo successivo

Le notizie di scienza della settimana
Claudia Grisanti