Tokyo compression 18, 2010. Dalla serie Tokyo compression, 2008–2011. (Michael Wolf, Prix Pictet 2017)

Spazio al premio Pictet

21 maggio 2018 14:36

Il centro per la fotografia Camera di Torino è stato scelto come tappa italiana per l’esposizione dei finalisti e dei vincitori dell’ultima edizione del prestigioso premio Pictet.

Fondato nel 2008 dall’istituto svizzero Banque Pictet, il premio si avvale di una giuria di professionisti per selezionare i progetti fotografici che affrontano il concetto di sostenibilità (ambientale, ma anche economica e sociale) con idee potenti e innovative. Ogni anno questo tema ruota intorno a un aspetto particolare: dopo Acqua, Terra, Crescita, Potere, Consumo e Disordine, il 2017 è stato dedicato allo Spazio. Un argomento che nelle accezioni più varie può raccontare di questioni come la sovrappopolazione, le dispute territoriali, le malattie portate dal vento o di grandi aree selvagge usate come discariche.

L’irlandese Richard Mosse è stato il vincitore di questa edizione con la serie Heat maps. Il progetto racconta i flussi migratori in Europa usando una fotocamera a infrarossi in grado di rilevare il calore umano fino a cinquanta chilomentri; una tecnologia sviluppata dai militari come strumento di videosorveglianza e che, se collegata a un’arma, può individuare e seguire un bersaglio. Il fotografo compie una scelta estetica ben precisa e sfrutta il lato disumano della macchina per raffigurare i migranti come se fossero delle semplici tracce biologiche, privati completamente della loro individualità.

Mosse e gli altri protagonisti del premio Pictet saranno esposti a Camera dal 23 maggio al 26 agosto 2018.

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