Albert Badin (1747 o 1750-1822), ritratto da Gustaf Lundberg. Adolf Ludvig Gustav Fredrik Albert Badin fu servitore alla corte svedese e in seguito responsabile dei diari ufficiali. In origine schiavo (con il nome di Couchi), divenne maggiordomo della regina Luisa Ulrica di Prussia e poi della principessa Sofia Albertina di Svezia. Dalla serie Project diaspora, 2014. (Omar Diop, Per gentile concessione di MAGNIN-A, Parigi)

Un volto per la libertà 

18 settembre 2018 17:03

Fino al 3 novembre la galleria Autograph a Londra ospita la prima grande mostra dedicata all’artista senegalese Omar Diop. L’esposizione prevede due serie in cui Diop si mette al centro delle immagini interpretando dei ruoli.

In Liberty: a universal chronology of black protest Diop riflette su alcuni dei momenti cruciali della storia delle rivolte dei neri, sia in Africa sia negli Stati Uniti, dalle rivolte anticolonialiste in Senegal alle battaglie delle pantere nere alle proteste più recenti per la morte di Trayvon Martin. Pieni di dettagli e simbologie, i suoi tableaux vogliono far riflettere sulle rivolte degli schiavi e sulle lotte dei movimenti d’indipendenza: “Le mie foto sono una narrazione reinventata della storia dei neri, ma anche della storia dell’umanità e del concetto di libertà”, spiega Diop.

In Project diaspora invece si è ritratto prendendo ispirazione da dipinti storici realizzati tra il seicento e l’ottocento, in cui ha inserito elementi del mondo di oggi, legati soprattutto al calcio. “M’interessa il calcio come fenomeno globale che spesso rivela il grado di razzismo nelle diverse società. In Europa i calciatori africani vengono visti a volte come eroi, altre sono insultati in campo, dove l’integrazione appare un’illusione distrutta in modo brutale. Con il mio lavoro cerco di indagare questo paradosso”, afferma ancora l’artista.

Anche se Diop è al centro delle sue immagini, non le definisce autoritratti nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto come ritratti metaforici, in cui ha anche cercato di reinventare la grande eredità della fotografia in studio africana.

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