Il 29 ottobre la Bbc ha espresso “profonda preoccupazione” per una sua giornalista vietnamita a cui le autorità di Hanoi mesi fa hanno confiscato i documenti, impedendole di lasciare il paese. Secondo il New York Times, le autorità vietnamite da agosto sottopongono la reporter, che vive in Thailandia ed era nel paese per una visita alla famiglia, a ripetuti e lunghi interrogatori. Il caso, scrive il quotidiano, “evidenzia i rischi che corrono i cittadini vietnamiti che lavorano per testate straniere” in un paese tra i più restrittivi al mondo in fatto di libertà di stampa. La Bbc ha diffuso il comunicato il giorno dopo l’arrivo a Londra del leader vietnamita To Lam, ex responsabile della sicurezza del paese e oggi segretario generale del Partito comunista. In Vietnam la visita ufficiale di To Lam nel Regno Unito è stata presentata come una svolta diplomatica volta a migliorare la reputazione internazionale del paese, scrive Asia Times. “Mesi prima il leader aveva detto che ‘la risorsa più preziosa del Vietnam sono i suoi 106 milioni di abitanti’, considerando evidentemente i cittadini non individui titolari di diritti, ma beni da gestire, monitorare e controllare. Per anni il ritiro del passaporto è stato uno dei mezzi più efficaci per limitare la libertà di movimento e reprimere il dissenso. Ora si applica anche ai reporter”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1639 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati