Uccisi nove jihadisti del gruppo accusato di aver organizzato l’attacco al museo di Tunisi

Secondo il ministero dell’interno, i nove uomini armati farebbero parte della brigata Ukba ibn Nafaa, il ramo tunisino di Al Qaeda nel Maghreb islamico

Il gruppo Stato islamico rivendica l’attentato a Tunisi

19 marzo 2015 17:30

Il gruppo Stato islamico ha rivendicato con un messaggio audio l’attentato di ieri nel museo del Bardo di Tunisi, in cui sono morte 23 persone. Il gruppo jihadista attivo in Siria, Iraq e Libia, ha minacciato la Tunisia di nuovi attacchi, affermando che è “solo l’inizio”. La voce che legge il messaggio dichiara che l’operazione è stata compiuta contro “uno dei centri degli infedeli nella Tunisia musulmana” e identifica i due attentatori come “due cavalieri del califfato”, i fratelli Abu Zakaria Al Tunisi e Abu Anas al Tunisi.

In precedenza il premier tunisino Habib Essid aveva identificato i due uomini come Yassine Abidi e Hatem Khachnaoui. Secondo la registrazione del gruppo jihadista, il vero obiettivo dell’attacco sarebbe stato quindi sin dal principio il museo e non il vicino parlamento, in cui si stava discutendo una legge contro il terrorismo. Afp, France 24

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Claudia Grisanti
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