28 aprile 2015 13:09
Il primo ministro greco Alexis Tsipras a Berlino, il 23 marzo 2015. (Hannibal Hanschke, Reuters/Contrasto)

Il primo ministro greco Alexis Tsipras si è detto fiducioso che i negoziati del suo governo con i creditori internazionali dell’ex troika porteranno a un accordo “almeno parziale” entro il 9 maggio, avanzando la possibilità di un referendum sull’eventuale intesa. Dopo l’annuncio di un rimpasto nel team dei negoziatori di Atene con Banca centrale europea, Unione europea e Fondo monetario internazionale, che ha di fatto relegato a un ruolo più marginale il ministro delle finanze Yanis Varoufakis, Tsipras ha concesso nella serata di ieri un’intervista alla tv privata greca Star TV. “Siamo vicinissimi a un’intesa di base” ha detto il premier, “spero al più tardi entro la fine della prossima settimana, termine ultimo il 9 maggio”.

“I negoziati sono ora nella loro fase cruciale, quella finale” ha osservato il premier greco, “stiamo facendo grandi sforzi per colmare la distanza che ci porti a un accordo. Finora abbiamo percorso il 70 per cento della distanza e stiamo chiedendo ai creditori di camminare il restante 30 per cento insieme a noi”. Tsipras ha escluso la possibilità di elezioni anticipate, nel caso in cui le trattative dovessero fallire. Il suo mandato, ha sostenuto, è negoziare un accordo con i paesi della zona euro e il Fmi “che non ripeta il circolo vizioso di austerità, miseria e saccheggio”, una soluzione “che garantisca delle prospettive nell’ambito del contesto europeo”.

Il default greco, ha proseguito il premier, sarebbe un fallimento per l’Europa e per la cancelliera Angela Merkel a causa del ruolo “profondamente esistenziale, con implicazioni geopolitiche” che la Grecia ricopre nell’eurozona. “La mia visione non è per la Grecia fuori dall’euro” ha assicurato Tsipras. Quanto a Varoufakis, pesantemente criticato dai colleghi europei all’ultimo Eurogruppo di Riga, Tsipras l’ha definito un “grande asset” per il governo greco. Poi ha confessato: “All’Eurogruppo c’è un clima negativo, e la sostituzione di Varoufakis è motivata anche dal fatto che i partner preferiscono un interlocutore più malleabile”.

Il ruolo di coordinatore operativo e politico dei negoziati è passato con il rimpasto di ieri al viceministro degli esteri, Euclid Tsakalotos, moderato e decisamente più gradito agli interlocutori internazionali. Sarà lui a mettere a punto già stasera una legge omnibus sulle riforme da presentare a Bruxelles. “Siamo lontani ancora su privatizzazioni, lavoro e pensioni” ha sottolineato Tsipras, ammettendo che se le condizioni avanzate andranno oltre le “linee rosse” che il suo partito Syriza si era dato in campagna elettorale convocherà un referendum.