Sull’Iran Barack Obama cerca di rassicurare i paesi del Golfo

15 maggio 2015 13:25
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e i leader dei paesi del Golfo a Camp David, Stati Uniti. (Kevin Lamarque, Reuters/Contrasto)

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha cercato di rassicurare i paesi del golfo Persico, i cui rappresentanti hanno partecipato al vertice tra Stati Uniti e i sei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo organizzato a Camp David il 14 maggio.

L’intenzione dell’amministrazione statunitense era rafforzare i legami con le potenze sunnite della regione (Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti), preoccupate dall’avanzamento delle trattative con Teheran sul suo programma nucleare. Il re Salman dell’Arabia Saudita ha boicottato il vertice. La decisione è stata interpretata come una critica del governo saudita all’amministrazione statunitense per i negoziati in corso con l’Iran. Tra i capi di stato del Golfo erano presenti solo gli emiri del Qatar e del Kuwait.

Le potenze del Golfo temono che se le sanzioni contro Teheran saranno alleggerite, l’Iran potrebbe svolgere un ruolo militare ancora più importante nella regione, per esempio nello Yemen, in Siria, in Libano e in Iraq. In particolare, accusano l’Iran di sostenere e finanziare i ribelli houthi yemeniti.

Gli Stati Uniti sperano di raggiungere un accordo sul nucleare iraniano entro giugno e avrebbero voluto avere il sostegno dei paesi arabi in questa sfida diplomatica. Ma non ci sono riusciti. L’ostilità dei governi arabi e di Israele è infatti uno dei principali ostacoli a un’intesa con l’Iran. A questa si aggiunge l’opposizione dei repubblicani del congresso statunitense. Il 14 maggio la camera ha approvato una legge, già sottoposta al vaglio del senato, che costringe l’amministrazione a sottoporre al parlamento un eventuale accordo con Teheran che comporti un alleggerimento delle sanzioni.

Gli Stati Uniti sostengono militarmente i paesi del Golfo dal 1991, quando il loro appoggio è stato fondamentale nella guerra in Iraq, dopo l’invasione del Kuwait da parte delle truppe di Saddam Hussein.

I paesi del Golfo volevano che a Camp David fosse firmato un vero e proprio accordo di cooperazione militare con gli Stati Uniti, ma per l’amministrazione Obama un trattato è fuori discussione. La collaborazione militare sarà solo rafforzata e includerà accordi sulla difesa antimissile, sul pattugliamento in mare, sull’antiterrorismo, sul reclutamento e l’addestramento delle truppe.

“Aumenteremo la nostra cooperazione, già considerevole, in materia di sicurezza. Aumenteremo le esercitazioni e la nostra assistenza militare per rispondere a tutte le minacce, soprattutto al terrorismo”, ha detto Barack Obama.

In concomitanza con il vertice di Camp David, cinque navi della marina militare iraniana hanno aperto il fuoco contro un mercantile di Singapore nelle acque internazionali del golfo Persico. Al termine dell’incontro, il ministro degli esteri dell’Arabia Saudita Adel al Jubeir ha commentato: “L’obiettivo è garantire che l’Iran non riesca a ottenere le armi atomiche, ma è ancora presto per dire cosa accetteremo e cosa no”.

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