La maggioranza delle vittime dell’attentato a Sousse sarebbe di nazionalità britannica

Le vittime britanniche dell’attentato sono 15, ma secondo le autorità del paese questo dato è destinato ad aumentare: le vittime potrebbero essere almeno 30. Secondo un bilancio provvisorio, i morti nell’attentato sulla spiaggia di Sousse sono almeno 38. Il presunto responsabile dell’attentato, Seifeddine Rezgui, è stato ucciso dalla polizia

Il gruppo Stato islamico rivendica l’attentato in Tunisia

27 giugno 2015 11:34

Il gruppo Stato islamico ha rivendicato l’attentato di ieri sulla spiaggia di Sousse, in Tunisia, in cui hanno perso la vita 39 persone, tra cui molti stranieri. In un comunicato diffuso dai jihadisti su Twitter si spiega che “un soldato del califfato ha potuto raggiungere l’obiettivo”, uccidendo circa 40 persone, “per la maggior parte provenienti da stati dell’alleanza crociata che combatte lo stato del Califfato”. Le vittime sono “per la maggior parte cittadini” britannici, ha confermato il primo ministro tunisino Habib Essid. Ma tra le persone uccise ci sono anche tedeschi, belgi e francesi. Tra la quarantina di feriti ci sono britannici, belgi, tedeschi e norvegesi.

Dopo l’attacco sulle coste del golfo di Hammamet, le autorità locali hanno deciso di fare chiudere circa 80 moschee accusate di incitamento alla violenza. In questi luoghi, ha detto il governo, non c’è controllo statale e saranno chiusi in settimana.

L’autore dell’attentato si chiamava Seifeddine Rezgui, uno studente tunisino nato nel 1992. Era sconosciuto ai servizi di sicurezza locali ed è stato ucciso dalla polizia durante la sparatoria. “E’ entrato dalla spiaggia, vestito come uno che avrebbe voluto fare il bagno. Aveva un ombrellone per nascondere il kalashnikov. Arrivato sul posto, ha usato le sue armi”, ha spiegato il segretario di Stato per la Sicurezza Rafik Chelly.

Intanto, centinaia di turisti stranieri cercano di lasciare il paese. Molti sono stati accompagnati in autobus all’aeroporto di Enfidha, a metà strada tra Tunisi e Sousse. Tredici voli sono stati organizzati nella notte con destinazione Londra, Manchester, Amsterdam, Bruxelles e San Pietroburgo.

Il ministro del Turismo Selma Elloumi Rekik ha riconosciuto che l’attacco di ieri è stato “un duro colpo per la Tunisia”. Dopo l’attacco al museo Bardo di Tunisi dello scorso mese di marzo, il settore strategico del turismo tunisino ha registrato un calo del 25,7% su base annua di turisti. Il settore rappresenta circa il 7% del Prodotto interno lordo della Tunisia.

Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.
pubblicità

Articolo successivo

Le notizie di scienza della settimana
Claudia Grisanti
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.