Comincia il primo processo per pedofilia in Vaticano

Il primo processo per pedofilia in Vaticano

10 luglio 2015 17:29
L’arcivescovo Józef Wesołowski a Santo Domingo il 3 agosto 2009.

L’11 luglio comincia in Vaticano il primo processo per pedofilia contro l’ex arcivescovo Józef Wesołowski. Si tratta del primo caso di pedofilia esaminato dal tribunale penale vaticano, dopo la riforma voluta da Jorge Bergoglio nel 2013

Wesołowski è accusato di aver pagato dei ragazzi adolescenti per fare sesso, mentre era nunzio vaticano nella Repubblica Dominicana tra il 2008 e il 2013. Alcune vittime hanno raccontato di essere state adescate dal sacerdote per strada, l’uomo indossava abiti laici e un berretto con la visiera per non farsi riconoscere. Wesołowski, 66 anni, di origine polacca, era stato ordinato sacerdote nel 1972 da Giovanni Paolo II.

Nell’agosto del 2013 è stato richiamato in Vaticano da Jorge Bergoglio, dopo che erano stati denunciati episodi di pedofilia e di sfruttamento della prostituzione minorile da parte del sacerdote. Secondo i critici, il fatto che l’ex arcivescovo sia stato rimosso dall’incarico ha impedito alle autorità dominicane di sottoporlo a un processo. Le accuse di pedofilia sono emerse dopo la pubblicazione di un’inchiesta della giornalista dominicana Nuria Piera, uscita nel settembre 2013, che sosteneva che il sacerdote pagava per fare sesso con minori e frequentava una zona di Santo Domingo nota per la prostituzione minorile.

Nel 2014 il Vaticano ha sospeso l’immunità per Wesołowski, che è stato arrestato il 22 settembre 2014 ed è agli arresti domiciliari dal giugno dello stesso anno.

A giugno del 2014 Wesołowski è stato ridotto allo stato laicale dalla Congregazione per la dottrina della fede che lo ha condannato per pedofilia in primo grado. Il 15 giugno 2015 il tribunale del Vaticano ha deciso di rinviare a giudizio Wesołowski, che è accusato di avere abusato sessualmente dei minori nella Repubblica Dominicana e di detenzione di materiale pedopornografico risalente al periodo successivo al suo rientro a Roma nel 2013.

Wesołowski rischia 12 anni di carcere, che potrà scontare nelle prigioni vaticane o in quelle italiane. Se condannato, potrà fare appello. A giudicare Wesołowski, assistito come difensore dall’avvocato Antonello Blasi, sarà un collegio composto interamente di laici, presieduto da Giuseppe Dalla Torre, ex rettore della Lumsa con a latere i giudici Piero Antonio Bonnet e Paolo Papanti-Pelletier. A sostenere l’accusa sarà il promotore di giustizia Gian Piero Milano, che ha condotto l’inchiesta su Wesołowski.

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