Ancora nessun accordo per un nuovo piano di aiuti

Il parlamento greco e i creditori hanno promosso il piano di Tsipras

11 luglio 2015 13:09
Il premier greco Alexis Tsipras subito dopo il voto del parlamento greco gli ha conferito il mandato per trattare con i creditori ad Atene, l’11 luglio 2015.

Nella notte i creditori della Grecia hanno fatto una valutazione positiva sull’ultimo piano presentato da Alexis Tsipras, considerato una base di partenza per le trattative. Nel frattempo, il parlamento di Atene ha approvato a grande maggioranza (251 voti su 300 seggi) una mozione che dà mandato al governo di negoziare sulla base dei contenuti del piano. Le istituzioni internazionali stanno valutando un nuovo piano di salvataggio (il terzo dal 2010) del valore di 74 miliardi di euro, di cui 58 proverrebbero dal fondo salvastati europeo Esm e 16 dal Fondo monetario internazionale. Si tratta di una cifra superiore ai 53 miliardi e mezzo chiesti dalla Grecia.

Oggi pomeriggio si riuniranno i ministri dell’economia e delle finanze dell’eurozona che, comunque non sono chiamati a varare il nuovo piano di aiuti ma a valutare se la proposta del governo greco costituisce la base di avvio del negoziato per il terzo prestito della serie greca (Atene ha già ricevuto 240 miliardi in maggioranza usati per pagare il debito). I capi di stato e di governo europei si riuniranno invece domani sera a Bruxelles per il vertice decisivo, in cui l’unica incognita rimasta è il decisivo parere della Germania che non si è ancora espressa ufficialmente sul piano.

L’ex troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) invece, secondo fonti europee, sarebbe stata “favorevolmente sorpresa” dal documento trasmesso nella notte tra giovedì e venerdì da Atene, in cui ha letto misure descritte come “molto simili a quelle proposte dalla Commissione” a fine giugno e bocciate dagli elettori greci nel referendum di domenica scorsa.

Proprio su questo punto, Tsipras ha incontrato alcune resistenze interne durante il passaggio parlamentare, in cui 32 deputati hanno votato no e otto si sono astenuti. Questi ultimi erano tutti del partito del premier, Syriza, così come due dei parlamentari che si sono espressi contro il piano. Altri sette non si sono presentati in aula. In tutto, quindi, 17 deputati di Syriza su 149 hanno manifestato il proprio dissenso. Tra questi, l’ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis, ufficialmente assente per motivi familiari, la presidente della camera Zoe Constantopoulou e il ministro dell’energia e leader dell’ala radicale del partito Panagiotis Lafazanis, che si sono limitati a rispondere “presente” al momento di voto, di fatto astenendosi. Dopo questa frattura, diverse fonti hanno riferito che Tsipras potrebbe procedere con un rimpasto di governo già la settimana prossima.

A favore hanno votato i deputati della destra nazionalista di Anel così come almeno 100 esponenti dell’opposizione: la maggioranza dei centristi filoeuropei di To Potami (che conta 17 parlamentari) ma anche molti del centrodestra di Nea Dimokratia (76) e del partito socialista Pasok (13).

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