L’amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn alla fiera automobilistica di Francoforte, il 14 settembre del 2015. (Kai Pfaffenbach, Reuters/Contrasto)

La Volkswagen crolla in borsa per l’accusa di aver falsificato le emissioni

L’amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn alla fiera automobilistica di Francoforte, il 14 settembre del 2015. (Kai Pfaffenbach, Reuters/Contrasto)
21 settembre 2015 15:06

Le quotazioni della casa automobilistica tedesca Volkswagen stanno crollando in borsa, dopo che ieri i vertici aziendali hanno ammesso che il software montato su molte auto diesel vendute negli Stati Uniti è stato truccato per aggirare gli standard ambientali e falsava i dati sulle emissioni inquinanti. Le azioni della società, che è la prima produttrice di automobili al mondo, hanno perso attorno al 18 per cento alla borsa di Francoforte, con un valore di circa 132 euro ciascuna.

La manomissione coinvolge circa 482.000 vetture diesel a quattro cilindri: vale a dire tutte le Volkswagen Jetta, Beetle, Golf e Passat e l’Audi A3 vendute negli Stati Uniti dal 2009. L’Enviromental protection agency (Epa, l’agenzia per la protezione ambientale statunitense) ha ordinato al gruppo tedesco di richiamarle tutte in azienda.

Per arginare lo scandalo, Volkswagen ha anche fermato le vendite di questi modelli, che in agosto hanno rappresentato il 23 per cento delle vendite totali della società negli Stati Uniti. Tra gennaio e agosto, la Volkswagen ha venduto lì quasi 240.000 auto.

L’amministratore delegato della Volkswagen, Martin Winterkorn, ha annunciato l’avvio di un’inchiesta indipendente per chiarire l’accaduto. “Mi scuso personalmente in tutti i modi, per aver perso la fiducia dei nostri clienti e del pubblico”, ha detto Winterkorn. “Quanto accaduto ha per tutti noi del direttivo e per me personalmente la massima priorità”.

“Usare un impianto di manipolazione nelle macchine per eludere gli standard ambientali è illegale ed è una minaccia alla salute pubblica”, ha dichiarato Cynthia Giles, funzionaria dell’Epa, l’agenzia pubblica che ha accusato la casa tedesca di aver infranto la legge installando il sistema che fa sembrare che le vetture producano meno smog di quanto effettivamente esce dai loro tubi di scappamento.

Si tratta di un software capace di rilevare quando la macchina è sottoposta ai test sulle emissioni, in modo da tenere attivo il sistema di controllo sui gas di scarico solo in quel periodo di tempo. Negli altri momenti, è l’accusa dell’Epa, i veicoli inquinano molto più di quanto comunicato dalla casa produttrice. In particolare, il software è stato creato per nascondere l’emissione di monossido di azoto.

Il Governo tedesco ha chiesto alla casa automobilistica informazioni per accertare se anche le macchine vendute in Germania saltassero i controlli ambiantali.

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