A Duma in Siria dopo un bombardamento attribuito alle forze governative, il 19 settembre 2015. (Bassam Khabieh, Reuters/Contrasto)

Indiscrezioni su un piano russo per risolvere la crisi in Siria

A Duma in Siria dopo un bombardamento attribuito alle forze governative, il 19 settembre 2015. (Bassam Khabieh, Reuters/Contrasto)
11 novembre 2015 16:49

Negli ultimi giorni i mezzi d’informazione britannici, arabi e russi hanno dato notizia di un piano di pace per la Siria che la Russia avrebbe fatto circolare alle Nazioni Unite in vista della prossima riunione internazionale sulla crisi, in programma il 14 novembre a Vienna. La notizia è stata smentita dal ministero degli esteri russo, ma la Reuters ha pubblicato una bozza della proposta, che prevede una transizione politica di 18 mesi con la stesura di una nuova costituzione, un referendum popolare ed elezioni presidenziali anticipate.

Sul ruolo del presidente siriano Bashar al Assad il testo è piuttosto vago e non precisa se dovrà lasciare o meno la guida del paese durante la transizione. Per questo motivo, diversi esponenti dell’opposizione siriana hanno già criticato la proposta, giudicata un tentativo di mantenere Assad al potere limitando le voci del dissenso.

Ecco la bozza del piano, intitolato “Approccio per la soluzione della crisi siriana”.

  1. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu deve inserire il gruppo Stato islamico nella lista delle organizzazioni terroristiche.

  2. Sugli altri gruppi da iscrivere nella lista va trovato un accordo.

  3. Il Consiglio di sicurezza dovrà adottare una risoluzione di sostegno agli sforzi contro lo Stato islamico e altri gruppi terroristici, fornendo le basi legali per una cooperazione di tutti quelli che partecipano ad azioni contro i jihadisti, sia tra di loro che con i rispettivi governi.

  4. I canali di rifornimento dello Stato islamico e degli altri gruppi jihadisti vanno bloccati; il commercio illegale di petrolio dello Stato islamico va fermato nel rispetto della risoluzione Onu 2199; bisogna impedire che i terroristi prendano il controllo dei giacimenti petroliferi.

  5. Ogni trattativa sul cessate il fuoco non riguarderà le operazioni contro i gruppi terroristici, Stato islamico compreso.

  6. Andrà avviato un processo politico sotto l’egida dell’inviato speciale dell’Onu che coinvolga il governo siriano e una delegazione dei gruppi di opposizione. Il comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012 servirà da linea guida. La composizione della delegazione dell’opposizione andrà concordata preventivamente in base alle posizioni dei vari gruppi su alcuni obiettivi condivisi, come la necessità di evitare l’ascesa al potere dei terroristi in Siria, di garantire la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza politica del paese, e la natura laica e democratica dello stato.

  7. Sarà convocato un gruppo di contatto per la Siria per preparare una conferenza di pace, assistendo le parti siriane verso il raggiungimento di un accordo. Del gruppo dovrebbero far parte i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Francia, Russia, Regno Unito, e Stati Uniti), l’Arabia Saudita, la Turchia, l’Iran, l’Egitto, la Giordania, l’Oman, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, l’Iraq, il Libano, la Germania, l’Italia, l’inviato speciale dell’Onu, la Lega araba, l’Organizzazione della cooperazione islamica (Oci) e l’Unione europea.

  8. Le fazioni siriane chiamate a partecipare alla conferenza di pace sono invitate a sottoscrivere i seguenti punti:

  • sarà avviata una riforma costituzionale, entro 18 mesi, per garantire la sicurezza e un giusto equilibrio degli interessi, diritti e doveri di tutti i gruppi etnici e confessionali nelle future istituzioni statali;
  • verrà formata una commissione costituzionale che coinvolga l’intero spettro della società siriana, compresi rappresentanti dell’opposizione che si trovano in Siria o all’estero; il presidente siriano non sarà a capo di tale commissione che sarà presieduta da un candidato approvato da tutte le parti;
  • il progetto di costituzione sarà sottoposto a un referendum popolare e, in seguito all’approvazione, saranno indette elezioni presidenziali anticipate;
  • le elezioni legislative in programma per la primavera del 2016 saranno rinviate fino al termine del processo di riforma costituzionale, in modo da consentire il contemporaneo svolgimento delle elezioni presidenziali sulla base della nuova costituzione;
  • sarà formato un governo con un pieno potere esecutivo da parte del partito o della coalizione che otterrà la maggioranza dei voti;
  • il presidente eletto dal popolo avrà le funzioni di comandante in capo delle forze armate, il controllo dei servizi speciali e della politica estera.
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