Catarina Martins, leader del Bloco de esquerda, durante un comizio a Coimbra, in Portogallo, il 28 settembre 2015. (Francisco Leong, Afp)

I partiti della sinistra in Portogallo provano a formare un governo

Catarina Martins, leader del Bloco de esquerda, durante un comizio a Coimbra, in Portogallo, il 28 settembre 2015. (Francisco Leong, Afp)
12 novembre 2015 18:21

Il Partito socialista portoghese (Ps) ha firmato tre accordi separati con le altre forze di sinistra per provare a formare un governo dopo che l’esecutivo di minoranza presentato il 27 ottobre dal premier conservatore Pedro Passos Coelho non ha ottenuto la fiducia del parlamento. È la prima volta che nel paese viene stretta un’alleanza tra socialisti, i comunisti e i partiti della sinistra movimentista, il Bloco de esquerda (Blocco di sinistra), e i Verdi.

Il presidente Aníbal Cavaco Silva, che come Passos Coelho fa parte del Partito socialdemocratico (Psd), deve decidere se affidare l’esecutivo a un governo conservatore di minoranza fino alle prossime elezioni (che si svolgerebbe dopo giugno 2016), nominare un governo tecnico o affidare l’incarico di primo ministro António Costa, leader del Partito socialista ed ex sindaco di Lisbona.

Chi sono i protagonisti dell’accordo tra i partiti della sinistra

Bloco de esquerda. È stato il terzo partito alle elezioni del 4 ottobre con il 10,2 per cento dei voti. È guidato da Catarina Martins, 42 anni. Nell’accordo del Bloco con i socialisti ci sono queste misure da proporre in caso di un governo di coalizione: la creazione di cinque diversi gruppi di lavoro, uno per studiare dei modi di rendere sostenibile il debito portoghese; la rivalutazione degli stipendi dei dipendenti pubblici e l’aumento del salario minimo (del 5 per cento nel 2016 e nel 2017 per raggiungere l’obiettivo dei 600 euro al mese nel 2019); il divieto di sfratto nei casi in cui il debito sia minore del valore dell’immobile e il limite a 75 euro dell’imposta sulla prima casa per le abitazioni con un valore catastale basso.

Partito comunista portoghese. I comunisti portoghesi alle elezioni hanno preso l’8,1 per cento dei voti alle ultime elezioni, ottenendo il maggior numero di seggi della loro storia. Sono guidati da Jerónimo de Sousa, 68 anni, e hanno un orientamento marxista. Chiedono che il salario minimo sia alzato a 600 euro entro il 2016 e non entro il 2019. Il loro accordo con i socialisti contiene la richiesta di annullare le concessioni per la gestione del trasporto pubblico di Lisbona e Porto.

Verdi. I socialisti si sono allineati con i verdi su tre diverse questioni: impedire la privatizzazione dell’acqua pubblica, ridurre la diffusione delle piante di eucalipto, creare un gruppo di lavoro sulle politiche fiscali.

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