13 novembre 2015 15:38

La Lega nazionale per la democrazia (Lnd), guidata dal premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi del parlamento alle elezioni legislative dell’8 novembre. Non tutti i voti sono stati scrutinati (lo spoglio è al 94,8 per cento) ma l’Lnd ha superato la soglia del 67 per cento dei voti che gli consentirà di governare senza dover formare una coalizione con altri partiti: il 51 per cento dei consensi non era sufficiente perché la costituzione riserva un quarto dei seggi del parlamento ai militari. Il partito di Aung San Suu Kyi ha ottenuto 238 seggi alla camera bassa (Pyithu Hluttaw), dove la giunta dispone di 110 deputati su 440, e 126 alla camera alta (Amyotha Hluttaw), che ha 224 membri, di cui 56 militari.

Oltre all’Lnd e all’Unione per la solidarietà e lo sviluppo (Usdp), il partito di governo sostenuto dai militari, undici altri partiti hanno ottenuto seggi nel parlamento nazionale. I risultati definitivi dello spoglio dovrebbero essere diffusi il 15 novembre.

Dalle elezioni al nuovo governo

  • A gennaio si insedierà il nuovo parlamento che subito dovrà eleggere un comitato incaricato di nominare tre candidati alla carica di presidente della Birmania. Uno dei tre dovrà essere un militare, mentre gli altri due saranno scelti tra le fila dell’Lnd, grazie ai risultati ottenuti dal partito alle elezioni.
  • Tra i tre candidati il parlamento dovrà poi scegliere il nuovo presidente del paese. L’elezione, per cui è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti in parlamento, avverrà a febbraio o a marzo. Gli altri due candidati saranno vicepresidenti.
  • L’articolo 59(f) della costituzione vieta a Suu Kyi di ricoprire la carica di presidente a causa della sua parentela con cittadini stranieri: la leader dell’Lnd è infatti vedova dello storico britannico Michael Aris, da cui ha avuto due figli che nel 1989 sono stati spogliati della cittadinanza birmana.
  • Suu Kyi ha detto che anche se non potrà essere presidente, guiderà comunque il paese, conservando un ruolo decisionale all’interno del partito di governo. “Sarò al di sopra del presidente”, ha detto più volte la leader dell’Lnd.
  • Potrebbero passare più di 130 giorni prima che si insedi il nuovo governo.
  • Tre dei più importanti dicasteri rimarranno sotto il controllo dei militari: il ministero dell’interno, quello della difesa e quello del controllo delle frontiere.
  • La costituzione inoltre prevede che i militari possano assumere il controllo del governo e dell’economia se lo ritenessero necessario e possano mettere il veto sulle proposte di modifica del testo costituzionale. Il Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, controllato dai militari, ha ancora poteri maggiori di quelli del parlamento.

I problemi che il nuovo governo dovrà affrontare

Minoranze etniche e religiose. Due terzi dei 93 partiti che hanno concorso alle elezioni legislative rappresentano le numerose minoranze del paese. Ci sono più di venti gruppi etnici armati, distribuiti in diversi stati birmani (Shan, Rakhine, Kachin, Kayah, Kayin), che chiedono l’autonomia e la divisione dei proventi delle risorse naturali dei loro territori. Inoltre, lungo il confine con la Cina si trovano centinaia di piccole milizie e reti criminali legate al traffico di droga e alle attività di estrazione mineraria e di deforestazione. Il 15 ottobre 2015 otto gruppi armati hanno firmato una tregua con il governo centrale, dopo due anni di trattative.

Il 5 per cento della popolazione della Birmania è di fede islamica e spesso è discriminata dalla maggioranza buddista, in particolare da gruppi ultranazionalisti come il Ma Ba Tha, formato da monaci. Non c’era alcun musulmano tra i candidati dei due principali partiti, l’Lnd e l’Usdp. In particolare, i musulmani rohingya, un gruppo che risiede principalmente nel nord dello stato birmano del Rakhine, al confine con il Bangladesh, sono stati perseguitati dalla maggioranza rakhine. Le autorità birmane sono accusate di non essere mai intervenute per mettere fine alle discriminazioni. Ai rohingya non è riconosciuta la cittadinanza birmana e per questo non hanno potuto votare alle elezioni.

Economia. Il nuovo governo dovrà cercare di migliorare le condizioni di vita di molti cittadini che non hanno accesso all’acqua corrente e all’elettricità, e non dispongono di cure sanitarie gratuite. Per favorire lo sviluppo economico l’esecutivo dovrà anche considerare il tema della riforma agraria e ingrandire la rete elettrica.

Repressione politica. Le organizzazioni per la difesa della libertà d’espressione, come Pen international, sperano che il nuovo corso politico faciliti una riforma della legge sulle telecomunicazioni e della legge sulle transazioni elettroniche, che permettono l’arresto di chi critica il governo e l’esercito sui social network. Il 5 novembre il poeta Maung Saungkh, 23 anni, è stato arrestato con l’accusa di aver insultato il presidente per aver scritto una poesia satirica in un post su Facebook. A ottobre due attivisti, Chaw Sandi Tun e Patrick Khun Jaa Lee, sono stati arrestati per aver criticato i militari, e un segretario dell’Usdp, U Than Tun, è stato accusato per aver postato un fotomontaggio offensivo che ritraeva Aung San Suu Kyi.