Due bombe sono esplose nella città di Homs, controllata dal governo siriano, il 21 febbraio 2016. Il gruppo Stato islamico ha rivendicato l’attentato. (Sana/Reuters/Contrasto)

Russia e Stati Uniti d’accordo per una tregua in Siria

Due bombe sono esplose nella città di Homs, controllata dal governo siriano, il 21 febbraio 2016. Il gruppo Stato islamico ha rivendicato l’attentato. (Sana/Reuters/Contrasto)
22 febbraio 2016 20:17

La tv satellitare Al Jazeera ha rivelato i punti principali dell’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Russia per un cessate il fuoco in Siria, che dovrebbe entrare in vigore alla mezzanotte di sabato 27 febbraio. Quest’ennesimo piano per una tregua è frutto dei colloqui del fine settimana tra il segretario di stato statunitense John Kerry e il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov. Il precedente accordo internazionale, firmato a Monaco di Baviera, prevedeva che le forze in campo si concedessero una tregua dal 19 febbraio. Non è stato rispettato.

Nella bozza del piano messo a punto da Washington e Mosca si parla di un cessate il fuoco tra il regime di Bashar al Assad e i gruppi ribelli che aderiranno all’accordo. Sono esclusi dalla trattativa il gruppo Stato islamico (Is) e il Fronte al nusra, la filiale di Al Qaeda nel paese arabo.

La bozza chiede alle fazioni armate dell’opposizione di annunciare se sono disposte a porre fine a qualsiasi atto ostile entro e non oltre mezzogiorno di venerdì 26 febbraio. Insomma: l’aviazione di Damasco, fedele al presidente Assad e sostenuta da Mosca, smetterà di bombardare solo quei gruppi ribelli che prometteranno di sospendere la loro battaglia. In altre parole, come scrive al Jazeera, “l’opposzione è messa di fronte a due sole scelte: o si attiene alla tregua oppure sarà trattata come organizzazione terroristica”.

L’intesa prevede anche l’istituzione di un gruppo di lavoro per individuare le zone da bombardare: si tratta di individuare con precisione le postazioni e le aree controllate dall’Is e dal Fronte al nusra. Rimane da risolvere il problema di quest’ultimo gruppo perché i suoi combattenti sono dislocati dove si trovano i ribelli dell’opposizione moderata, appoggiati da Washington.

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