01 giugno 2016 09:32

È la vittoria di un vero falco. Dopo settimane di acceso dibattito politico, il 30 maggio la knesset, il parlamento monocamerale israeliano, ha finito per approvare la nomina di Avigdor Lieberman a ministro della difesa. Sui 99 deputati presenti in aula, 55 hanno votato a favore, 43 contro e uno solo si è astenuto.

La coalizione al potere in Israele, guidata da Benyamin Netanyahu, riunisce ormai tutti i partiti di destra ed esclude quelli di sinistra, il che induce molti a temere un’inquietante “deriva ultranazionalista”. Il timore è rafforzato dalle recenti dimissioni di due ministri e dall’inconsueta uscita di un militare di alto grado – il generale Yair Golan, aiutante del capo di stato maggiore dell’esercito – il quale ha dichiarato di scorgere nella situazione attuale di Israele qualche analogia con quella della Germania nazista.

Favorevole ai due stati?

Originario dell’ex Unione Sovietica – motivo per cui gli sono stati affibbiati nomignoli come “Kgb” o “Rasputin” – Avigdor Lieberman non ha fama di uomo mansueto. Per esempio, nel marzo 2015 ha dichiarato che gli arabi israeliani (circa il 20 per cento della popolazione) che non davano prova di fedeltà allo stato ebraico andavano “decapitati”.

Probabilmente per tentare di placare i timori di quanti lo giudicano solo un arruffapopoli, Lieberman si è dichiarato favorevole alla soluzione dei due stati (come aveva fatto lo stesso Netanyahu nel suo discorso del giugno 2009 all’università Bar-Ilan), applaudendo una recente dichiarazione del presidente egiziano Abdel Fattah al Sissi che ha esortato israeliani e palestinesi a tornare al tavolo delle trattative. Resta da vedere se Lieberman ha davvero intenzione di mettere in pratica le sue affermazioni.

Il giornalista e scrittore israeliano Meron Rapoport denuncia con asprezza le mire egemoniche della nuova élite politica di destra. Peraltro, Rapoport non esita a denunciare “un colpo di stato contro l’esercito”, “il principale e forse ultimo bastione delle istituzioni dello stato di Israele”. Per il quotidiano di sinistra Haaretz, quello dell’arrivo di Avigdor Lieberman al ministero della Difesa è “un giorno nero. Non è certo ciò di cui abbiamo bisogno, ma al tempo stesso la dice lunga sulla nostra situazione”.

(Traduzione di Marina Astrologo)