05 dicembre 2016 17:52

Da alcuni anni in Italia molte realtà associative, studiosi, giornalisti e documentaristi cercano di attirare l’attenzione sulle condizioni di lavoro e di produzione nelle campagne del sud Italia. Molti hanno denunciato le condizioni di vita dei braccianti stranieri, il peso del caporalato, la distorsione della filiera distributiva che soffoca i produttori e la necessità di rendere il consumo consapevole.

Alcune cose si stanno muovendo anche sul piano legislativo, per esempio la recente approvazione della legge contro il caporalato e la presentazione di alcune importanti interrogazioni sull’argomento.

Un progetto di Andrea Segre e Andrea Segrè, realizzato grazie alla partecipazione di Federico Taddìa e delle associazioni Medu, Sos Rosarno, Cgil-Flai Gioia Tauro, ZaLab, Coldiretti Calabria, Da Sud, Emergency e con la collaborazione di Internazionale, prova a mettere insieme tutti questi elementi con una riflessione complessiva e con proposte che rendano chiare le connessioni tra le scelte dei consumatori, le regole della distribuzione e le condizioni dei lavoratori nella filiera produttiva.

È una questione di consapevolezza, conoscenza e responsabilità, spiegano gli autori, ma anche di meccanismi del mercato, che tende a produrre a monte e a valle del processo produttivo una grande quantità di scarti. “Sono scarti i braccianti costretti a vivere nei ghetti in attesa di avere qualche ora di lavoro a niente, sono scarti gli imprenditori agricoli che non possono vendere a prezzi giusti i loro prodotti remunerando il loro lavoro, sono scarti le grandi quantità di cibo perso o sprecato nella filiera controllata dalla grande distribuzione, sono scarti i prodotti che rimangono invenduti negli scaffali dei supermercati, sono scarti gli alimenti che troppo spesso vengono sprecati nella ristorazione ma soprattutto nelle case di tutti gli italiani”.

Per provare a tenere insieme tutti questi elementi, il progetto Scarti. A piedi nella piana prevede di attraversare a piedi un luogo simbolo di queste storie, la Piana di Gioia Tauro, dove vengono prodotti agrumi e olio destinati ai mercati di tutta Italia e non solo, e dove negli ultimi anni si sono concentrati molti elementi di tensione e crisi. In due giorni, il 10 e l’11 dicembre 2016, si percorreranno una ventina di chilometri dal porto di Gioia Tauro alla baraccopoli di San Ferdinando, dagli agrumeti di Rosarno agli uliveti di Cinquefrondi, fermandosi per vedere i luoghi e per incontrare i protagonisti e conoscere le loro storie: un percorso lento durante il quale porre domande, confrontarsi, cercare e proporre risposte.

Alla fine dei due giorni, al Frantoio delle Idee di Cinquefrondi, ci si ritroverà per riflettere e soprattutto per provare a costruire insieme una proposta per riuscire tutti insieme a ridurre gli scarti.

Alcune tappe dei due giorni di cammino e l’incontro finale al Frantoio delle Idee (domenica 11 dicembre alle 18) saranno seguiti in diretta sulla pagina Facebook di ZaLab.

Negli stessi giorni sarà possibile vedere in streaming (a tre euro su zalab.org) Il sangue verde di Andrea Segre, un film che racconta le storie dei protagonisti delle manifestazioni di Rosarno, che nel gennaio del 2010 hanno portato alla luce le condizioni di degrado e ingiustizia di migliaia di braccianti africani. L’intera somma verrà devoluta all’associazione Sos Rosarno.

Per informazioni scrivere a comunicazione@zalab.org.