L’ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì. (Giulio Sarchiola, Contrasto)

Cosa prevede la legge sul testamento biologico in discussione alla camera

L’ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì. (Giulio Sarchiola, Contrasto)
13 marzo 2017 16:36

Il 13 marzo è cominciata alla camera dei deputati la discussione sulla proposta di legge 1142 sul testamento biologico chiamata “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, che è stata già esaminata dalla commissione affari sociali della camera. La proposta di legge affronta i temi del consenso informato e del fine vita, ma non prevede né pratiche di suicidio medicalmente assistito né sedazione palliativa profonda. Per questo è considerata da alcune associazioni solo un primo passo, parziale, verso una normativa che permetta anche in Italia, come in altri paesi del mondo, il ricorso a tecniche di suicidio medicalmente assistito. L’ostacolo è che per molti parlamentari e partiti di orientamento cattolico bisogna considerare la nutrizione e l’idratazione come trattamenti vitali e non come terapie. Ecco in sette punti cosa prevede il progetto di legge.

  • La proposta di legge si compone di sei articoli. Il primo detta le linee generali sul consenso informato, prevedendo che nessun trattamento sanitario possa essere cominciato o proseguito se non c’è il consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge. Nella relazione di cura vengono coinvolti – se il paziente lo desidera – anche i suoi familiari oppure una persona di sua fiducia. Viene, inoltre, disciplinato il diritto all’informazione, cioè il diritto di ogni persona di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo a proposito della diagnosi, della prognosi, dei benefici e dei rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, le possibili alternative e le conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell’accertamento diagnostico.
  • Nella proposta di legge è sancito il diritto della persona di rifiutare in tutto o in parte di ricevere le informazioni e d’indicare i familiari o una persona di sua fiducia incaricati di ricevere le informazioni al suo posto. Sia il rifiuto sia la rinuncia alle informazioni e l’eventuale indicazione di un incaricato vengono registrati nella cartella clinica e nel fascicolo elettronico.
  • Il consenso deve essere dato in forma scritta oppure attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare.
  • Nel progetto di legge è previsto che ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere possa rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia. Inoltre ognuno potrà chiedere che sia interrotto il trattamento, comprese la nutrizione e l’idratazione artificiali. Con una norma di garanzia viene stabilito che il rifiuto o la rinuncia al trattamento sanitario non possono comportare l’abbandono terapeutico.
  • L’articolo 2 detta le regole per l’espressione del consenso da parte dei minori e degli incapaci. Per i minori il consenso informato al trattamento sanitario è espresso dai genitori o dal tutore, tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità, e avendo quale scopo la tutela della salute psicofisica e della vita della persona. Per l’interdetto il consenso è espresso dal tutore, sentito l’interdetto ove possibile.
  • L’articolo 3 disciplina le disposizioni anticipate di trattamento (Dat), cioè l’atto in cui ogni persona maggiorenne, capace di intendere e di volere potrà esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Il dichiarante può anche indicare una persona di fiducia che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e le strutture sanitarie. Le disposizioni anticipate di trattamento devono essere redatte con un atto pubblico, con una scrittura privata oppure con una videoregistrazione.
  • L’articolo 4 prevede la possibilità di definire rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità.
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