14 settembre 2020 15:37

Secondo i dati della Johns Hopkins University i casi di covid-19 nel mondo hanno superato quota 29 milioni. Le vittime globali sono 924mila, e si avvicinano alla soglia del milione. Il 13 settembre c’è stato un nuovo record di positivi in un solo giorno: 307mila, concentrati soprattutto negli Stati Uniti, in India (con più di 90mila casi) e in Brasile. In Europa la Francia viaggia sui diecimila nuovi positivi al giorno, mentre in Austria le nuove infezioni quotidiane salgono a mille, tanto che il cancelliere Sebastian Kurz ha detto ai cittadini che è “l’inizio della seconda ondata”.

  • Le infezioni nel Regno Unito hanno raggiunto livelli che non si vedevano da maggio, con 3.330 nuovi positivi il 13 settembre. Due giorni prima la polizia britannica aveva multato uno studente universitario che aveva organizzato una festa con più di cinquanta persone nella sua abitazione fuori dal campus. La sanzione è stata salatissima: diecimila sterline. Intanto, anche se il governo dice di effettuare 200mila tamponi al giorno, molte persone lamentano l’assenza dei test in alcune aree e la necessità di percorrere centinaia di chilometri per poter effettuare il tampone. Il paese, scrive il Times, sta inviando i tamponi ai laboratori europei, per farli processare più velocemente.
  • Il 13 settembre circa quattromila operatori sanitari hanno manifestato a Bruxelles chiedendo maggiori investimenti nel loro settore, duramente colpito dalla pandemia. Nel frattempo i partiti politici, in Belgio, ancora discutono per formare un governo permanente, a più di un anno dalle ultime elezioni. In Belgio ci sono stati quasi diecimila morti di covid, su una popolazione di 11,4 milioni di abitanti.
  • A Melbourne più di 70 persone sono state arrestate tra il 12 e il 13 settembre durante le proteste contro il lockdown che si sono tenute nella capitale dello stato di Victoria. Le manifestazioni sono state organizzate sui social network da gruppi che si oppongono alla risposta del governo alla pandemia, ritenendola “esagerata”. Con il 75 per cento dei casi positivi e il 90 per cento dei morti di tutto il paese, lo stato di Victoria è l’epicentro dei contagi in Australia. Le autorità hanno imposto l’isolamento a inizio luglio, con restrizioni particolarmente rigorose a Melbourne. Da questa settimana nella città alcune misure, come il divieto di allenarsi all’aperto, saranno gradualmente allentate. Il primo ministro Daniel Andrews ha fatto sapere che se entro il 26 ottobre i casi positivi saranno meno di cinque al giorno saranno revocati anche il coprifuoco e i limiti di esercizio per le attività commerciali.
  • Si avvicina il nuovo lockdown in Israele: la misura per contenere i contagi da coronavirus dovrebbe entrare in vigore venerdì 18 settembre, prima del capodanno ebraico, e durerà almeno tre settimane. Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha detto che le misure “avranno un costo importante per tutti”, ma il paese sta affrontando quattromila nuove infezioni quotidiane. In Israele sono morte 1.108 persone per il covid, mentre i contagi sono più di 150mila.
  • Il vaccino cinese contro il covid dimostra la crescente importanza dei militari nella ricerca medica, scrive Nature. La più grande forza armata del mondo, l’Esercito popolare di liberazione, dal 2015 ha aumentato il reclutamento di scienziati e gli investimenti in campo medico. In questi mesi ha avuto un ruolo importante nello sviluppo del primo vaccino anticovid approvato per un uso limitato. A luglio, il team è diventato uno dei primi al mondo a pubblicare i risultati in una rivista con peer-review che mostravano come il vaccino fosse sicuro e in grado di generare una risposta immunitaria. Così il governo cinese ha approvato il vaccino per un uso limitato al personale militare, prima di un test su larga scala.
  • La maggior parte dei bambini infettati dal sars-cov-2 mostra pochi segni della malattia. Ma raramente alcuni vengono colpiti in modo grave, arrivando a una insufficienza multiorgano o alla morte. Gli scienziati hanno cominciato a capire meglio i dettagli di questa condizione, chiamata sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (Mis-C) e a distinguerla dalla sindrome di Kawasaki. Petter Brodin, del Karolinska Institute di Stoccolma, e i suoi colleghi hanno esaminato 13 bambini con Mis-C, 28 con la malattia di Kawasaki e 41 con il covid in forma lieve. I ricercatori hanno scoperto che rispetto ai bambini con la malattia di Kawasaki, quelli con Mis-C hanno livelli più bassi di una sostanza chimica immunitaria chiamata IL-17A, che è coinvolta nei disturbi infiammatori e autoimmuni. Inoltre, a differenza di tutti gli altri bambini studiati, quelli con Mis-C non avevano anticorpi contro due coronavirus che causano il comune raffreddore.