09 ottobre 2020 14:07
  • Negli Stati Uniti, il settimanale Time ha pubblicato in anteprima la copertina del numero che uscirà il 19 ottobre. La Casa Bianca è avvolta dal buio e sovrastata da una nuvola rossa di immagini stilizzate del sars-cov-2 che esce dai quattro comignoli fino a coprire anche la testata. Il focolaio alla Casa Bianca è l’ultimo motivo di scontro tra il presidente Donald Trump e i democratici: Nancy Pelosi ha richiesto una commissione che indaghi sulla capacità del presidente di guidare il paese, visto il suo stato di malattia. La speaker democratica della camera ha annunciato che farà chiarezza sulla data dell’ultimo tampone negativo di Trump, visto che aumentano le incertezze sulle tempistiche del contagio. Nel frattempo Mother Jones ha creato una timeline che ripercorre il negazionismo del presidente americano. Tutto comincia il 22 gennaio, due giorni dopo il primo caso confermato di covid-19 negli Stati Uniti, quando Trump disse con disinvoltura: “Abbiamo tutto sotto controllo”.
  • In Argentina il governo ha sospeso le lezioni in presenza dopo i primi casi di covid-19 a metà marzo, quando era appena cominciato l’anno scolastico. Oggi mancano due mesi e mezzo alla sua fine e le autorità stanno pensando di autorizzare il rientro nelle aule degli studenti delle elementari e delle medie. In attesa dell’annuncio ufficiale, gli adolescenti chiedono di tornare a scuola: il 72 per cento degli alunni argentini vuole rientrare in classe, scrive El País, secondo un sondaggio di Unicef e Google. Si tratta di studenti tra i 14 e i 19 anni che, seppur felici della flessibilità delle lezioni virtuali, lamentano la mancanza di un contatto reale con amici, compagni e insegnanti. Nel frattempo l’Argentina sta affrontando il picco di contagi dall’inizio della pandemia: il 7 ottobre sono stati registrati più di 16mila nuovi positivi. Da marzo, il totale dei contagiati è 840.915, i morti sono 22.226.
  • La nuova ondata di infezioni da covid-19 continua a propagarsi in Europa. Il ministro della salute francese, Olivier Véran, ha annunciato che dal 10 ottobre anche Lione, Lille, Grenoble e Saint-Étienne entreranno nello stato di allerta massima, che significa chiusura di bar e caffè, come già successo a Parigi e prima ancora a Marsiglia. A rischio dalla settimana successiva ci sono anche Tolosa e Montpellier. Nelle ultime ventiquattro ore ci sono stati più di 18mila nuovi casi, per il secondo giorno di seguito. ”Ogni giorno ci sono sempre più infezioni, sempre più ammalati e sempre più stanno subendo gravi effetti che richiedono il ricovero”, ha detto Véran. In Spagna continua la battaglia tra il governo centrale e le autorità regionali della Comunità di Madrid, la più colpita dalla nuova ondata di covid-19. Il premier Pedro Sánchez sta valutando se dichiarare lo stato di emergenza, visto che l’alta corte di Madrid ha annullato le restrizioni predisposte dal governo nazionale per contrastare il virus. La Germania che ha registrato più di quattromila nuovi casi in ventiquattro ore non raggiungeva queste cifre dal 9 aprile. Ma la paura è che la situazione possa degenerare. “È possibile che si arrivi a più di diecimila casi al giorno e che il virus si stia diffondendo in modo incontrollabile”, ha avvertito Lothar Wieler, presidente dell’istituto sanitario Robert-Koch. Al suo fianco, in una conferenza tenutasi l’8 ottobre, c’era il ministro della salute, Jens Spahn, che si è detto “estremamente preoccupato”.
  • Il ministro degli esteri cinese ha annunciato l’adesione della Cina al Covax, il programma per la distribuzione globale del vaccino per il covid-19 coordinato dall’Organizzazione mondiale della sanità. L’obiettivo è quello di unire le risorse dei paesi sviluppati per fornire due miliardi di dosi entro la fine del 2021 e assicurare l’equa distribuzione nei paesi più poveri. Al momento il fondo del programma ha raggiunto 1,8 miliardi di dollari grazie all’impegno dei 156 paesi che hanno aderito il 17 settembre. La Cina, inizialmente assente dalla lista insieme a Stati Uniti e Russia, non ha fornito ulteriori dettagli sulla cifra con cui sosterrà il progetto. Ma la mancanza di fiducia nei confronti del paese potrebbe ostacolare la distribuzione di un vaccino cinese a livello globale.
  • A causa dei disagi economici e sociali provocati dalla pandemia, in Giappone il numero dei suicidi è aumentato. Secondo i dati del governo, più di 13mila persone si sono suicidate nell’ultimo anno, mentre dall’inizio della pandemia le vittime del covid-19 sono meno di duemila. Solo nel mese d’agosto si è registrato un aumento di suicidi del 15,4 per cento, in gran parte tra donne e adolescenti. In Giappone le donne sono maggiormente impiegate nei settori più colpiti dal virus, come la vendita al dettaglio, e costituiscono il 66 per cento dei disoccupati. Inoltre, a causa della quarantena è stato registrato un aumento della violenza domestica. Secondo Lifelink, organizzazione che gestisce un servizio di prevenzione dei suicidi, circa il 20 per cento delle chiamate ricevute da maggio ad agosto proveniva da adolescenti rimasti senza contatti sociali a causa della chiusura delle scuole e dell’interruzione delle attività extracurriculari. A luglio il governo giapponese ha stanziato 10,4 milioni di dollari per la prevenzione dei suicidi.
  • Il parlamento ungherese ha approvato una nuova legge che raddoppierà gli stipendi dei medici. I salari troppo bassi e la mancanza di incentivi finanziari hanno spinto ogni anno centinaia di medici a emigrare creando una grave carenza nel settore sanitario. Il governo spera che la nuova legge, in vigore dal 1 gennaio 2021, sia sufficiente a rallentare la fuga visto che il paese si prepara ad affrontare una seconda ondata di contagi. Secondo le previsioni dell’Istituto statunitense per la misurazione e la valutazione della salute, se i nuovi casi continuassero a essere quasi mille ogni giorno ci sarà un picco dei contagi entro la fine di novembre che metterà a dura prova il sistema sanitario ungherese.