11 novembre 2020 15:55
  • Il risultato annunciato il 9 novembre dalla Pfizer e dalla Biontech su un vaccino contro il covid-19 efficace al 90 per cento si inserisce in una corsa scientifica e produttiva globale, scrive Le Monde, che risponde ad alcune domande.
  • Come si selezionano i vaccini candidati? L’Oms il 3 novembre ne aveva individuati 47, erano 11 alla metà di giugno.
  • A che punto sono le sperimentazioni? Dieci sono allo stato più avanzato, cioè alla fase tre, quando l’efficacia del vaccino è misurata su grande scala su decine di migliaia di volontari su più continenti. Gli altri 37 sono ancora alla fase uno, che mira prima di tutto a valutare la sicurezza del prodotto, o alla fase due in cui si comincia a valutare la questione dell’efficacia.
  • Quali sono le tecniche usate per mettere a punto i vaccini? Diverse équipe lavorano con virus uccisi, producendo vaccini inattivati; ci sono anche i vaccini a subunità che invece di usare l’intero organismo patogeno, ne usano solo alcune proteine o pezzi di esse; una nuova generazione è quella dei vaccini che usano vettori virali, cioè usano altri virus (adenovirus) modificati e adattati a combattere il patogeno. Infine ci sono i vaccini genetici, i più recenti, che usano parti di materiale genetico modificato (tecnica dell’mRna), come il vaccino della Pfizer/Biontech contro il covid-19.
  • Quali sono i risultati dei primi test? I risultati presentati dalla Pfizer devono ancora essere sottoposti alla revisione di esperti (revisione paritaria o peer review) ed essere pubblicati da una rivista scientifica. Il risultato provvisorio di un’efficacia del 90 per cento ha comunque spinto l’Unione europea ad annunciare la firma di un contratto con la Pfizer e la Biontech per acquistare 300 milioni di dosi
  • Quando potrà essere pronto? I ricercatori sperano di renderlo disponibile tra diciotto mesi, molto prima della decina di anni che passa generalmente tra l’inizio dei lavori per lo sviluppo di un vaccino e la disponibilità del farmaco. Ma l’urgenza ha messo in moto i laboratori scatenando la concorrenza tra Stati Uniti, Russia e Cina.
  • Chi avrà accesso prioritario al farmaco? Gli appelli in tutto il mondo sostengono che il vaccino debba essere un bene pubblico, quindi disponibile per tutti. Tuttavia, gli stati e le grandi fondazioni hanno già firmato accordi di prenotazione con i principali laboratori, che in tal modo possono attivare il processo industriale e allo stesso tempo procedere con l’elaborazione del farmaco, due procedure solitamente distinte.
  • Quanto pesa la diffidenza nei confronti dei vaccini? Alla metà di ottobre la rivista britannica Royal Society Open Science ha pubblicato uno studio sulla diffusione delle teorie complottistiche, spesso online, che alimentano la diffidenza nei confronti delle vaccinazioni: “I governi e le aziende devono cercare di migliorare l’istruzione digitale delle persone, altrimenti un vaccino potrebbe non essere sufficiente”, commenta uno degli autori dello studio, Sander van der Linden, ricercatore in psicologia sociale all’università britannica di Cambridge. Secondo un’indagine del World economic forum pubblicata il 5 novembre la quota di persone disposta ad assumere un vaccino “se fosse disponibile” sarebbe scesa dal 77 per cento di agosto al 73 per cento della metà di ottobre.
  • Una delle sfide principali, scrive New Scientist, sarà la distribuzione del vaccino. A causa della formulazione a temperature bassissime, le dosi dovranno essere conservate a -70 gradi centigradi. Nilay Shah dell’Imperial College London spiega che i sistemi sanitari hanno una certa esperienza nella manipolazione di cellule e campioni a temperature intorno ai -70 gradi, ma “non per le quantità che prevediamo per questo vaccino”. La Pfizer ha assicurato a New Scientist che le fiale saranno conservate in confezioni appositamente costruite per mantenere la temperatura all’interno a -75 gradi per un massimo di dieci giorni. “Ma i vaccini sono terribilmente difficili da trasportare”, ha osservato Micheal Head dell’università di Southampton e la parte più complicata sarà mantenere il vaccino freddo durante i trasferimenti, per esempio dentro o fuori i congelatori nei centri di distribuzione. Una volta scongelato e messo in frigorifero a 2-8 gradi, la Pfizer afferma che il vaccino sarà stabile per cinque giorni, o per non più di due ore a temperatura ambiente. Mantenere il vaccino alla giusta temperatura sarà una sfida importante e costosa, ma nei paesi più caldi e umidi o dove mancano le infrastrutture adeguate tenere le dosi a una temperatura così bassa “sarà estremamente difficile o perfino impossibile”, secondo il rapporto della Royal Society.
  • Dopo due mesi di trattative l’accordo per ripristinare voli aerei senza quarantena tra Hong Kong e Singapore prenderà forma dal 22 novembre. L’hanno annunciato l’11 novembre i due governi. All’inizio del programma è previsto un volo in ciascuna direzione per un massimo di 200 passeggeri per tratta operato in modo alternato dalle due compagnie di bandiera. Dal 7 dicembre, se i contagi resteranno bassi, il numero dei voli salirà a due al giorno. Ai turisti sarà richiesto di sottoporsi a un test per il covid-19 non più di 72 ore prima della partenza e solo per i passeggeri in arrivo da Singapore sarà richiesto un ulteriore test una volta arrivati a Hong Kong. Poi saranno liberi di muoversi senza sottoporsi alla quarantena obbligatoria, non avranno restrizioni sullo scopo del viaggio e non dovranno informare le autorità sull’itinerario. La bolla di viaggio sarà interrotta ogni volta che il numero medio di casi giornalieri a Hong Kong o Singapore supererà i cinque. L’11 novembre a Hong Kong sono stati registrati 20 nuovi casi positivi, mentre a Singapore sono stati 18.
  • Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha annunciato il 10 novembre che il governo sta considerando la riapertura dei confini con alcuni paesi asiatici, tra cui il Giappone e la Corea del Sud, dove la pandemia è sotto controllo. Il rilancio del turismo darebbe una spinta importante all’economia interna che si è ridotta del 7 per cento nel secondo trimestre, un dato che non si registrava dal 1959. Secondo i dati del governo, nel 2019 il turismo ha rappresentato il 3,1 per cento (44,4 miliardi di dollari) del pil dell’Australia. Nonostante stiano riprendendo i viaggi locali, tanti operatori turistici sono rimasti senza lavoro e, a causa della pandemia, la disoccupazione è salita al 6,9 per cento. Il primo ministro Morrison ha assicurato che aumenterà ed estenderà i sussidi per la disoccupazione fino alla fine del marzo 2021.
  • Il sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, ha annunciato sul suo sito ufficiale che dal 13 novembre al 15 gennaio saranno imposte nuove restrizioni per contenere la diffusione del covid-19 nella capitale. A bar e ristoranti sarà vietato servire i clienti dalle 23 alle 06, lezioni a distanza per gli studenti universitari della città e divieto per tutti gli eventi pubblici non ufficiali. In Russia, i 19.851 nuovi casi delle ultime 24 ore ha portato il totale dei contagi nel paese a 1.836.960. Mentre i decessi sono stati 432: è il numero più alto dall’inizio della pandemia.
  • Il governo iraniano ha imposto la chiusura di tutte le attività commerciali non essenziali alle 18 nella capitale, Teheran, e in altre trenta città più colpite dal covid-19. La nuova misura, che resterà attiva per un mese, ha lo scopo di contenere i contagi ed evitare il sovraffollamento degli ospedali. Secondo il governatore di Teheran, le autorità potrebbero inserire misure più severe per evitare gli spostamenti non necessari, ma ha sottolineato che eviteranno restrizioni più gravi per l’economia del paese. Ma per la task force anticovid istituita dal governo “il mancato confinamento a Teheran è un disastro”. In Iran, il 10 novembre sono stati registrati 10.339 nuovi contagi e di questi 5.098 sono nella capitale.
  • In Libano, il premier uscente Hassan Diab, ha annunciato un nuovo confinamento dal 14 al 29 novembre in tutto il paese, in profonda crisi economica e segnato dall’esplosione del 4 agosto nel porto della capitale. I casi confermati nel paese sono 95.355 e 732 morti, ha scritto Diab su Twitter, aggiungendo che le restrizioni adottate finora non sono sufficienti ad alleggerire il carico sugli ospedali, e che resterà aperto l’aeroporto internazionale di Beirut.