07 aprile 2021 11:01

Iran
Il 6 aprile sono cominciati a Vienna dei negoziati indiretti, definiti “costruttivi” sia da Teheran sia da Washington, per cercare di salvare l’accordo internazionale sul programma nucleare iraniano. Hanno partecipato i rappresentanti di Iran, Germania, Francia, Regno Unito, Cina, Russia e, indirettamente, quelli degli Stati Uniti. Teheran rifiuta di avere contatti diretti con Washington finché non saranno revocate le sanzioni contro l’Iran reintrodotte dopo il ritiro dall’accordo nucleare deciso dall’ex presidente statunitense Donald Trump nel 2018.

Israele
Il 6 aprile il presidente Reuven Rivlin ha incaricato il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu di formare un governo dopo le elezioni legislative del 23 marzo, le quarte in meno di due anni. Il partito Likud (destra) di Netanyahu e i suoi alleati dispongono di 52 seggi alla Knesset, nove in meno rispetto ai 61 necessari per la maggioranza. Per formare un governo Netanyahu, sotto processo per corruzione, cercherà di coinvolgere l’alleanza di destra Yamina (sette seggi), guidata da Naftali Bennett, ma avrà bisogno dell’appoggio di almeno un’altra formazione.

Stati Uniti
L’Arkansas è diventato il 6 aprile il primo stato a vietare ai transgender minorenni l’accesso ai trattamenti ormonali e agli interventi chirurgici. La camera dei rappresentanti e il senato dello stato, controllati dai repubblicani, hanno approvato una seconda volta la legge che introduce il divieto, aggirando il veto messo dal governatore repubblicano Asa Hutchinson, contrario a quella che ha definito “un’ingerenza eccessiva delle autorità nelle scelte individuali”.

Cina
Il 6 aprile due ex alti funzionari uiguri dello Xinjiang, regione autonoma a maggioranza musulmana nell’ovest del paese, sono stati condannati a morte per “separatismo”, ma la pena è stata sospesa per due anni e di fatto commutata in ergastolo. Shirzat Bawudun e Sattar Sawut erano rispettivamente ministro della giustizia e ministro dell’istruzione dello Xinjiang.

Groenlandia
Il 6 aprile i 40mila elettori della Groenlandia, nazione autonoma che fa parte del regno di Danimarca, sono andati alle urne per eleggere i 31 membri dell’Inatsisartut, il parlamento locale. La campagna elettorale è stata incentrata su un enorme progetto minerario per l’estrazione di terre rare e uranio a Kuannersuit, sostenuto dal partito socialdemocratico Siumut (al potere) e osteggiato dall’Inuit Ataqatigiit, una formazione di sinistra e ambientalista.

Repubblica Centrafricana
Ali Darassa Mahamat, leader dell’Unità per la pace in Centrafrica (Upc), il principale gruppo armato del paese, ha abbandonato il 5 aprile la coalizione ribelle che nel dicembre scorso ha lanciato un’offensiva per conquistare la capitale Bangui e destituire il presidente Faustin Archange Touadéra. La coalizione era in difficoltà da mesi a causa di una controffensiva lanciata dell’esercito regolare con l’appoggio di militari ruandesi e paramilitari russi.