21 ottobre 2021 11:15

Brasile
Il 20 ottobre una commissione d’inchiesta del senato ha raccomandato l’incriminazione del presidente Jair Bolsonaro per aver “deliberatamente esposto i cittadini brasiliani a una contaminazione di massa al covid-19”. Bolsonaro non dovrebbe comunque essere incriminato perché il procuratore generale Augusto Aras è un suo alleato. Il presidente ha reagito affermando di “non avere alcuna colpa”.

Stati Uniti
L’ex presidente Donald Trump ha annunciato il 20 ottobre il lancio di un suo social network, Truth social, dopo che a gennaio è stato bandito da Twitter, Facebook e YouTube per l’uso improprio che ne aveva fatto prima dell’assalto al congresso. Trump ha affermato che il nuovo social network permetterà di “resistere alla tirannia dei giganti di internet”.

Unione europea-Russia
Il 20 ottobre il parlamento europeo ha assegnato il premio Sakharov 2021 per la libertà di pensiero all’oppositore russo imprigionato Aleksej Navalnyj per “la sua lotta a favore della democrazia e contro la corruzione in Russia”. Il presidente del parlamento europeo David Sassoli ha scritto su Twitter che l’impegno di Navalnyj “gli è costato la libertà e quasi la vita”.

Germania-Yemen
Due ex soldati tedeschi sono stati arrestati il 20 ottobre per terrorismo su richiesta della procura federale di Karlsruhe. Arend-Adolf G. e Achim A. sono accusati di aver cercato di formare un’unità paramilitare, composta da cento o 150 mercenari, da inviare nello Yemen. Achim A. aveva anche cercato di ottenere finanziamenti dall’Arabia Saudita, coinvolta nel conflitto.

Etiopia
Il 20 ottobre l’esercito etiope ha condotto un nuovo raid aereo su Mekelle, capoluogo della regione dissidente del Tigrai, nel nord del paese. Secondo fonti ospedaliere il raid avrebbe causato otto feriti, tra cui una donna incinta. Secondo il portavoce del governo etiope Legesse Tulu, l’aviazione ha colpito “un centro per la produzione di armi e per la riparazione di materiale militare” gestito dai ribelli del Fronte popolare di liberazione del Tigrai (Tplf).

Ambiente
Alcuni documenti ottenuti dalla Bbc mostrano le pressioni esercitate sulle Nazioni Unite da vari paesi – tra cui l’Arabia Saudita, il Giappone e l’Australia – per chiedere modifiche ai rapporti scientifici sulla crisi climatica. In particolare, questi paesi hanno chiesto di cancellare i riferimenti alla necessità di ridurre con urgenza la produzione mondiale di energie fossili.