04 novembre 2021 11:22

Venezuela
La Corte penale internazionale (Cpi) aprirà un’inchiesta sulle possibili violazioni dei diritti umani avvenute nel paese durante la repressione delle manifestazioni antigovernative del 2017, in cui sono morte più di cento persone. L’inchiesta si baserà su un memorandum firmato il 3 novembre a Caracas dal procuratore della Cpi Karim Khan e dal presidente Nicolás Maduro. Quest’ultimo ha fatto sapere che “rispetta la decisione di Khan ma non la condivide”.

Stati Uniti-Israele
Il 3 novembre il dipartimento del commercio statunitense ha annunciato di aver aggiunto l’israeliana Nso Group, produttrice del software di spionaggio Pegasus, nella lista nera delle aziende considerate un pericolo per la sicurezza nazionale. Il 18 luglio un consorzio composto da diciassette mezzi d’informazione internazionali aveva pubblicato un’inchiesta che accusava l’azienda israeliana di aver permesso a regimi autoritari di spiare 50mila persone in tutto il mondo, tra cui giornalisti, attivisti e oppositori.

Marocco-Algeria
Il 3 novembre la presidenza algerina ha rivelato che tre suoi cittadini sono morti in un bombardamento attribuito all’esercito marocchino nel Sahara Occidentale, un’ex colonia spagnola che da decenni si batte per l’indipendenza dal Marocco. Le vittime stavano percorrendo su dei camion la tratta Nouakchott-Ouargla, tra la Mauritania e l’Algeria.

Repubblica Democratica del Congo
L’esercito ha annunciato il 3 novembre che un commando armato ha lanciato un attacco nella notte contro le forze di sicurezza a Bukavu, il capoluogo della provincia orientale del Sud Kivu. Il bilancio è di tre vittime tra le forze di sicurezza e sei tra gli assalitori (36 dei quali sono stati arrestati). L’attacco è stato attribuito a un nuovo gruppo ribelle, la Coalizione dei patrioti congolesi per l’applicazione dell’articolo 64 (Cpca-A64).

Etiopia
Il 3 novembre l’alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, l’ex presidente cilena Michelle Bachelet, ha affermato che il conflitto in corso nel nord del paese è caratterizzato da “un’estrema brutalità” e che tutte le parti coinvolte potrebbero essere accusate di crimini contro l’umanità.

Ambiente
Il 3 novembre più di quaranta paesi – tra cui la Polonia, il Vietnam e il Cile – si sono impegnati a Glasgow, dov’è in corso la conferenza delle Nazioni Unite sul clima Cop26, a rinunciare gradualmente a produrre energia con il carbone, il combustibile fossile più inquinante. Tra i firmatari non ci sono però la Cina, l’India e gli Stati Uniti, i principali utilizzatori del carbone.