02 maggio 2022 10:54

Ucraina-Russia
Il 1 maggio circa cento civili ucraini sono stati evacuati dall’acciaieria Azovstal a Mariupol, nel sudest dell’Ucraina, sotto assedio dell’esercito russo. L’operazione, che proseguirà nei prossimi giorni, è stata condotta con il coordinamento del Comitato internazionale della Croce rossa. Lo stesso giorno otto civili sono morti nei bombardamenti russi sulle regioni di Charkiv e Donetsk.

Turchia
Il 1 maggio, durante una manifestazione a Istanbul per la festa dei lavoratori, 164 persone sono state arrestate per aver cercato di raggiungere piazza Taksim, luogo simbolo delle proteste antigovernative del 2013. I partecipanti hanno contestato le politiche governative che alimentano l’inflazione, che a marzo ha raggiunto il 61,1 per cento.

Marocco
Il re Mohammed VI, in occasione della festività religiosa dell’Eid al Fitr, ha concesso il 1 maggio la grazia a 23 detenuti condannati per terrorismo e ha ridotto la pena ad altri sei. Secondo un comunicato del ministero della giustizia, i ventinove “hanno giurato fedeltà allo stato e alle istituzioni, rinnegato le loro convinzioni ideologiche e respinto l’estremismo e il terrorismo”.

Ciad
Il 1 maggio la giunta militare al potere ha rinviato a data da destinarsi un dialogo di riconciliazione con l’opposizione e i gruppi ribelli che avrebbe dovuto aprirsi il 10 maggio nella capitale N’Djamena. La decisione è stata presa a causa dello stallo dei colloqui preliminari tra il governo e alcuni gruppi ribelli in corso a Doha, in Qatar.

Guinea
Il colonnello Mamady Doumbouya, capo della giunta militare, ha annunciato il 30 aprile una “transizione di trentanove mesi” prima di restituire il potere ai civili. La decisione è stata contestata sia dal partito del presidente deposto Alpha Condé sia dal Fronte nazionale per la difesa della costituzione (Fndc), una coalizione di formazioni d’opposizione e di gruppi della società civile.

Filippine
Il 2 maggio otto persone, tra cui sei bambini, sono morte e tre sono rimaste ferite in un incendio divampato in un’area povera e sovrappopolata di Quezon City, una località dell’area metropolitana di Manila. Non si conoscono ancora le cause dell’incendio, che ha distrutto ottanta case.