21 giugno 2022 11:06

Ucraina-Russia
Il 20 giugno Sergej Aksënov, il governatore della Crimea, regione ucraina annessa dalla Russia nel 2014, ha accusato Kiev di aver bombardato tre piattaforme per l’estrazione del gas e del petrolio nel mar Nero, causando tre feriti e sette dispersi. Lo stesso giorno la Lituania ha ridotto, in applicazione delle sanzioni europee, il transito di alcune merci verso l’exclave russa di Kaliningrad. Mosca ha minacciato misure di ritorsione.

Georgia
Più di centomila persone hanno partecipato il 20 giugno a una manifestazione nella capitale Tbilisi per chiedere l’adesione del paese all’Unione europea. Questa settimana i leader europei sono chiamati a decidere se accordare lo status di paesi candidati alla Georgia, all’Ucraina e alla Moldova. Il 17 giugno la Commissione europea ha dato parere favorevole per l’Ucraina e la Moldova, ma ha stabilito che la Georgia dovrebbe prima procedere a delle riforme.

Israele
Il 20 giugno il primo ministro Naftali Bennett e il ministro degli esteri Yair Lapid, i due leader della coalizione di governo, hanno annunciato la presentazione di una mozione per sciogliere la knesset, il parlamento israeliano, e indire le elezioni legislative anticipate in autunno. Se la mozione sarà approvata, Lapid diventerà primo ministro fino alle elezioni, che sarebbero le quinte in meno di quattro anni. La decisione è stata presa a causa della mancanza di una maggioranza stabile.

Mali
Il 20 giugno il governo ha annunciato che almeno 132 persone sono morte nella notte tra sabato e domenica negli attacchi condotti nel centro del paese da un gruppo jihadista affiliato ad Al Qaeda. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato le stragi, che sono state compiute in alcuni villaggi del circondario di Bankass e vicino a Gao.

Nigeria
Le autorità dello stato di Kaduna, nel centronord del paese, hanno affermato il 20 giugno che il giorno prima 34 persone sono state rapite nel corso di un attacco condotto da un gruppo di banditi contro due chiese nel villaggio di Rubu. I rapimenti di massa per ottenere un riscatto sono molto frequenti in alcune aree del paese.

Etiopia
Il 20 giugno fonti locali hanno affermato che più di duecentocinquanta persone di etnia amhara sono state uccise nel fine settimana dai ribelli dell’Esercito di liberazione oromo (Ola) nel distretto di Gimbi, nell’ovest della regione di Oromia. Il gruppo ribelle ha smentito il suo coinvolgimento e attribuito i massacri a una milizia filogovernativa.

Honduras
Il 20 giugno Roberto David Castillo Mejía, presidente esecutivo dell’azienda Desarrollos energéticos (Desa), è stato condannato a ventidue anni e mezzo di prigione per l’omicidio nel 2016 dell’attivista indigena per la protezione dell’ambiente Berta Cáceres. Altre sette persone erano state condannate nel 2019. Cáceres è stata uccisa perché si opponeva a un progetto di costruzione di una diga idroelettrica sul territorio di una comunità autoctona.