15 settembre 2022 11:37

Svezia
Il 14 settembre la premier socialdemocratica Magdalena Andersson si è dimessa dopo aver riconosciuto la sconfitta nelle elezioni legislative dell’11 settembre. Secondo i risultati quasi definitivi, la coalizione composta da quattro partiti di centrodestra e di estrema destra ha ottenuto 176 seggi, contro i 173 della coalizione di centrosinistra. La formazione di estrema destra Democratici svedesi ha ottenuto 73 seggi. Il nuovo premier dovrebbe essere Ulf Kristersson, leader del Partito moderato (di orientamento conservatore).

Ucraina-Russia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha visitato il 14 settembre la regione di Charkiv, che nell’ultimo mese è stata quasi completamente riconquistata dall’esercito di Kiev. Lo stesso giorno le forze russe hanno bombardato una diga a Kryvyj Rih, nella regione centrorientale di Dnipropetrovsk, causando un’allerta per possibili alluvioni. Kryvyj Rih è la città natale di Zelenskyj.

Armenia-Azerbaigian
Il bilancio dei combattimenti al confine tra i due paesi è salito il 14 settembre ad almeno 155 vittime: 105 soldati armeni e 50 azeri. Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha accusato l’esercito azero di aver occupato dieci chilometri quadrati di territorio. Si teme una ripresa della guerra scoppiata nel 2020 per la regione contesa del Nagorno Karabakh.

Stati Uniti-Taiwan-Cina
Il 14 settembre la commissione affari esteri del senato statunitense ha approvato lo stanziamento di 4,5 miliardi di dollari di aiuti militari diretti a Taiwan per i prossimi quattro anni. Il progetto di legge prevede anche sanzioni alla Cina in caso di atti ostili contro Taiwan e accorda all’isola lo status di “alleato di primo piano al di fuori della Nato”. Pechino considera Taiwan parte integrante del territorio cinese.

Egitto
Il 14 settembre l’emittente qatariota Al Jazeera ha annunciato la scarcerazione dopo due anni di detenzione preventiva di uno dei suoi giornalisti, Ahmed al Najdi. Altri tre colleghi dl Al Najdi resteranno però in prigione. È in corso una visita del presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi in Qatar. I due paesi hanno ripreso i rapporti diplomatici nel 2021 dopo quattro anni di crisi.

Crisi climatica
I rappresentanti di quarantasei paesi poveri hanno chiesto a Dakar, in Senegal, che la questione del risarcimento dei danni causati dalla crisi climatica sia una priorità della conferenza delle Nazioni Unite Cop27 prevista a novembre a Sharm el Sheikh, in Egitto. Gli stati che fanno parte del cosiddetto Gruppo dei paesi meno avanzati (Pma) producono meno dell’1 per cento delle emissioni globali di gas serra.