18 febbraio 2021 16:33
  • Negli Stati Uniti sono stati sequestrati undici milioni di mascherine contraffatte del tipo N95, spacciate per quelle prodotte dall’unico impianto rimasto nel paese a fabbricare questo tipo di prodotti, e vendute finora in cinque stati a ospedali, ambulatori e agenzie del governo.
  • L’autorità sanitaria di Hong Kong ha approvato per l’uso di emergenza il vaccino cinese Coronavac, prodotto dalla Sinovac e approvato dalle autorità sanitarie cinesi il 6 febbraio. Diversamente dalla maggior parte dei concorrenti ora distribuiti nel mondo, il produttore del Sinovac non ha ancora fornito i suoi dati della fase tre della sperimentazione alle pubblicazioni scientifiche perché li sottopongano a revisione paritaria. Le prime dosi del Sinovac sono attese per il 19 febbraio, e la settimana successiva nel territorio dovrebbe cominciare la campagna di vaccinazione – della durata di sei mesi – di 2,4 milioni di persone divise in cinque gruppi prioritari. Il primo carico delle dosi del vaccino della Pfizer è atteso per la fine di marzo. Hong Kong ha registrato dall’inizio della pandemia 10.812 contagi e 197 decessi. Dal 18 febbraio è previsto un allentamento delle misure restrittive con la riapertura di alcuni esercizi commerciali, come saloni di estetica e parchi divertimenti, restano chiusi, tra gli altri, bar, discoteche e piscine.
  • Dal 23 febbraio l’India renderà obbligatorio effettuare un test molecolare che confermi la negatività al covid-19 per chi arriva, direttamente o indirettamente, dal Regno Unito, dal Sudafrica, dal Brasile, nel tentativo di contenere la diffusione delle varianti individuate nell’ultimo mese. L’India non ha voli diretti con il Brasile e il Sudafrica, e la maggior parte dei viaggiatori provenienti da questi paesi di solito transita dagli aeroporti del Medio Oriente. I nuovi contagi del 18 febbraio hanno registrato un nuovo picco con 12.881 casi (portando il totale a undici milioni) e i nuovi decessi sono stati 101, per un totale di 156mila. Secondo un’indagine di sieroprevalenza realizzata a gennaio le persone che hanno sviluppato gli anticorpi dopo essere state contagiate potrebbero essere 300 milioni su una popolazione di 1,35 miliardi di abitanti. Nella campagna di vaccinazione, cominciata il 16 gennaio, sono stati finora somministrati 9,2 milioni di dosi.
  • Tra marzo e novembre del 2020 ci sono state 450mila morti in eccesso nell’Unione europea rispetto alla media dei decessi registrati tra il 2016 e il 2019, secondo i dati pubblicati da Eurostat. Il picco di mortalità eccessiva è stato raggiunto in novembre, con un aumento del 40 per cento rispetto alla media del triennio precedente. I paesi più colpiti nella prima ondata non sono stati risparmiati dalla seconda. L’eccesso di mortalità a novembre è stato del 59 per cento in Belgio e del 49,5 per cento in Italia. Eurostat ha spiegato che i dati sulla mortalità in eccesso danno “una misura generale dell’impatto della mortalità della pandemia di covid-19” e possono essere più utili dei dati sui decessi covid-19 nei singoli stati perché i criteri di classificazione usati dai 27 sono diversi.
  • Le Nazioni Unite hanno ribadito la necessità di uno sforzo globale e coordinato di vaccinazioni contro il covid-19, sottolineando che le profonde differenze nell’accesso ai vaccini mettono a rischio tutto il pianeta. Il segretario generale dell’Onu, durante i lavori del Consiglio di sicurezza, ha ricordato che finora dieci paesi hanno somministrato il 75 per cento delle dosi disponibili sul mercato, mentre 130 paesi non hanno ricevuto una singola dose di farmaco. Il nuovo coronavirus finora ha contagiato più di 109 milioni di persone e ha causato la morte di più di 2,4 milioni di persone.
  • L’Australia comincerà la sua campagna di vaccinazione il 22 febbraio in 240 case di riposo in più di 190 località di tutto il continente. Le prime dosi usate saranno quelle della Pfizer-Biontech e della Moderna, mentre quelle dell’AstraZeneca, un milione e prodotte localmente su licenza, entreranno in uso all’inizio di marzo.
  • In Nuova Zelanda nel 2020 il tasso di natalità ha raggiunto un minimo storico, cioè 1,61 nascite per donna in età riproduttiva (15-49 anni), al di sotto del livello di natalità di 2,1 che permette alla popolazione un ricambio equilibrato tra le generazioni. La maggior parte dei neonati è stata concepita prima del confinamento nazionale imposto il 25 marzo marzo 2020, ha detto Hamish Slack dell’istituto di statistica nazionale.
  • Le tempeste di neve in diverse zone degli Stati Uniti, compreso il sud, stanno bloccando le campagne di vaccinazione, e si prevedono ritardi nelle forniture e nelle somministrazioni per diversi giorni.
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  • Il governo del Nepal ha approvato il 18 febbraio l’uso di emergenza del vaccino cinese prodotto dalla Sinopharm, aprendo la strada alla donazione di 500mila dosi del farmaco al paese asiatico, che ha già ricevuto un milione di dosi dell’altro vaccino approvato, quello dell’AstraZeneca prodotto dal Serum institute e donato dal governo indiano, di cui acquisterà altre due milioni di dosi a quattro dollari l’una, lo stesso prezzo pagato dal Bangladesh, ha spiegato il ministro della salute Hridayesh Tripathi. Il Nepal ha lanciato la campagna di vaccinazione il 27 gennaio partendo con il personale sanitario, e vorrebbe immunizzare il 72 per cento dei suoi 30 milioni di abitanti. Il Nepal ha avuto finora 273.070 contagi e 2.055 decessi correlati al covid-19.
  • Il governo ungherese sta pensando di esentare le persone vaccinate da alcune restrizioni in vigore per contenere la pandemia. È quanto emerge dalle domande in un sondaggio di opinione realizzato il 17 febbraio, uno strumento piuttosto usato dal governo di Viktor Orbán per testare l’opinione pubblica su questioni chiave prima di prendere decisioni politiche. Non è chiaro se la popolazione sia favorevole a un tale privilegio, tanto più che l’incertezza riguardo alla vaccinazione è ancora molto diffusa, in specie dopo l’approvazione per l’uso di emergenza dei farmaci Sputnik V e di quello cinese della Sinopharm, non ancora validati dall’agenzia del farmaco dell’Unione europea, di cui l’Ungheria fa parte. Il paese ha registrato finora 389.622 casi e 13.837 morti per il covid-19.
  • Secondo i dati dell’ufficio di statistica del Regno Unito, le cucitrici e le altre donne impiegate nella produzione di abbigliamento hanno il più alto tasso di mortalità per covid-19 tra le lavoratrici nelle fabbriche del paese.Tra il 9 marzo e il 28 dicembre 2020 sono stati registrati 21 decessi per covid-19 tra le donne di età compresa tra 20 e 64 anni e addette all’assemblaggio e alle macchine, pari a un tasso di mortalità di 39 per centomila donne. L’analisi, pubblicata a gennaio, è stata ripresa dall’ong Labour behind the label, che sottolinea la necessità di migliorare le condizioni di sicurezza del lavoro negli impianti.