09 marzo 2021 14:46
  • Nel mondo i decessi causati dal covid-19 hanno superato i 2,5 milioni mentre i casi confermati dall’inizio della pandemia sono più di 116,9 milioni secondo i dati della Johns Hopkins University. L’Europa è il continente più colpito, con più di 876mila morti, seguita dall’America Latina e i Caraibi, dove i morti sono stati più di 700mila, dal Nordamerica con più di 547mila morti e dall’Asia, dove i decessi sono stati quasi 260mila.
  • In Cina sarà disponibile un certificato digitale o cartaceo che attesta la vaccinazione o la negatività al covid-19. Per il momento si tratta di un documento non obbligatorio, e prevede l’uso di un codice Qr che in caso di viaggi all’estero permetterà ai paesi di destinazione (che abbiano le norme e la tecnologia adatte) di conoscere lo stato di salute di una persona. I codici sanitari Qr all’interno di WeChat e altre app per smartphone cinesi sono già necessari per accedere ai trasporti nazionali e a molti spazi pubblici in Cina. Le app tracciano la posizione di un utente e producono un codice “verde”, sinonimo di buona salute, se un utente non è stato a stretto contatto con un caso confermato o con un focolaio. Il sistema di questo “passaporto vaccinale” solleva preoccupazioni sulla privacy e fa temere un’espansione della sorveglianza governativa sui cittadini.
  • Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che per garantire le vaccinazioni a tutti i paesi sarebbe necessaria la temporanea rinuncia ai brevetti, in modo da consentire la produzione locale dei vaccini e una vendita a costi ridotti. “Non credo che a livello globale la macchina produttiva stia funzionando al suo massimo. Per esempio, alcune aziende hanno dovuto rinunciare a sviluppare un proprio vaccino, un evento prevedibile, ma i loro impianti potrebbero essere riutilizzati per i vaccini che hanno dimostrato di funzionare “, ha scritto sul Guardian. “Rinunciare temporaneamente ai brevetti non implica una perdita economica. Come durante la crisi dell’hiv o in una guerra, le aziende riceveranno comunque le royalty per i loro prodotti”. Gli stati membri dell’Organizzazione mondiale del commercio discuteranno una proposta presentata dall’India e dal Sudafrica per una moratoria sulla proprietà intellettuale per i farmaci contro il covid-19 e i vaccini. In tutto il mondo, sono state somministrate 265 milioni di dosi di vaccini covid-19, con l’80 per cento somministrato in soli dieci paesi, ha affermato Mike Ryan, direttore esecutivo del programma di emergenza sanitaria dell’Oms, durante una sessione di domande e risposte online il 3 marzo.
  • Il 9 marzo la camera di commercio Italia-Russia ha annunciato un accordo, il primo del genere nell’Unione europea, tra il fondo russo di investimento diretto e l’azienda farmaceutica Adienne (componente del gruppo svizzero Adienne pharma & biotech, e con sede nella provincia lombarda di Monza e Brianza) per la produzione di dieci milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V. La produzione dovrebbe cominciare a luglio ed essere completata entro la fine dell’anno. L’8 marzo la presidente del consiglio di amministrazione dell’Agenzia europea del farmaco Christa Wirthumer-Hoche ha chiesto agli stati membri di non autorizzare l’uso del vaccino russo prima di aver avuto il via libera dell’agenzia. Nell’Ue, l’Ungheria sta già usando il farmaco.
  • L’8 marzo hanno riaperto le scuole nel Regno Unito, dove erano chiuse da gennaio. Gli alunni rientreranno completamente alle elementari, mentre quelle secondarie riapriranno con più gradualità e sotto condizione di un test negativo al covid-19. In questo caso saranno effettuati test rapidi, un po’ meno accurati di quelli molecolari perché presentano un rischio maggiore di falsi positivi e falsi negativi, ma comunque vantaggiosi, secondo uno studio preliminare dell’università di Cambridge, se combinati con altre misure come l’isolamento dei contatti degli eventuali positivi. La riapertura delle scuole è il primo passo del percorso per allentare il confinamento nel paese. Il 29 marzo il governo prevede di allentare le restrizioni sugli incontri all’aperto e sugli sport, mentre molte attività riapriranno dal 12 aprile.
  • La Nuova Zelanda ha aumentato l’ordine del vaccino Pfizer-Biontech a dieci milioni di dosi, sufficienti per vaccinare l’intera popolazione di quasi cinque milioni di persone e che arriverà per intero nel secondo semestre del 2021. La Nuova Zelanda è riuscita a eliminare il coronavirus ma ha avuto epidemie occasionali, incluso un recente focolaio causato dalla variante B.1.1.7 scoperta nel Regno Unito. Non sono stati segnalati nuovi casi da quando è terminato un confinamento di una settimana ad Auckland. A febbraio, il paese ha cominciato a vaccinare chi lavora agli uffici di frontiera e negli hotel per la quarantena.
  • Negli Stati Uniti le persone che sono state vaccinate possono incontrarsi al chiuso senza indossare le mascherine e non sono tenute a isolarsi se entreranno in contatto con casi noti di covid-19. Lo dispongono le nuove linee guide dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) presentate dalla direttrice Rochelle Walensky. La norma si applica a chi ha ricevuto la vaccinazione completa (a due dosi o monodose) da almeno quindici giorni. Tuttavia, ha spiegato Rochelle, dato che non si sa ancora quanto i vaccini impediscano alle persone di contrarre e trasmettere il virus, è ancora possibile che le persone vaccinate possano infettare le altre, e dunque quando si è all’esterno e in pubblico è sempre necessario mantenere le misure di distanziamento, usare la mascherina, lavarsi le mani. Chiede cautela anche Anthony Fauci, direttore del National institute of allergy and infectious diseases. Secondo Fauci anche chi è completamente vaccinato dovrebbe aspettare prima di ritornare nei ristoranti o nei cinema. Negli Stati Uniti è stato vaccinato quasi il 10 per cento della popolazione. L’8 marzo, per la prima volta dal novembre 2020, i decessi giornalieri sono scesi sotto i mille.
  • Studi preliminari di laboratorio, eseguiti da Alessandro Sette e Alba Grifoni insieme ai colleghi del La Jolla institute of immunology, in California, sembrano suggerire che i linfociti T di persone guarite dal covid-19 o vaccinate con farmaci a mRna potrebbero essere capaci di contrastare le quattro varianti attualmente più diffuse del virus sars-cov-2. I linfociti T sono una componente del sistema immunitario particolarmente importante per ridurre la gravità delle malattie infettive. Lo studio è stato pubblicato in preprint e attende la revisione paritaria.
  • Il rischio che alunni e studenti possano portare in casa il virus da scuola, contagiando le persone adulte, può essere significativamente contrastato se si adottano politiche rigorose di mitigazione come il controllo quotidiano delle condizioni di salute, l’obbligo dell’uso delle mascherine per studenti e insegnanti, divieto ai genitori di entrare negli edifici scolastici e aumento della distanza tra i banchi. Sono i risultati pubblicati in preprint e non ancora sottoposti a revisione paritaria di uno studio condotto negli Stati Uniti dai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg school of public health e dall’università di Princeton, guidati da Justin Lessler. I ricercatori hanno analizzato le risposte a un sondaggio di Facebook a cui ha partecipato tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 oltre mezzo milione di persone che vivono con bambini in età scolare; metà delle persone intervistate aveva figli che frequentavano la scuola in presenza, a tempo pieno o part-time.
  • In Italia, l’8 marzo, è stata superata la soglia dei centomila decessi causati dal nuovo coronavirus. Lo stesso giorno il ministero della sanità ha approvato l’uso del vaccino AstraZeneca per chi ha più di 65 anni. In precedenza l’uso del farmaco sopra i 65 anni era stato bloccato a causa di una mancanza di dati sull’efficacia del farmaco per questa fascia di popolazione.