Il principe saudita Mohammed bin Salman riceve il primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi a Riyadh, il 17 aprile 2019. (Bandar Algaloud, Ufficio stampa della casa reale saudita/Reuters/Contrasto)

Baghdad cerca un ruolo da protagonista nella regione

Il principe saudita Mohammed bin Salman riceve il primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi a Riyadh, il 17 aprile 2019. (Bandar Algaloud, Ufficio stampa della casa reale saudita/Reuters/Contrasto)
23 aprile 2019 17:27

Nel tentativo di trovare un equilibrio tra i due paesi rivali, nel giro di pochi giorni il primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi dopo la visita a Teheran è volato nella capitale saudita Riyadh.

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran si sono intensificate dopo che Trump ha ufficialmente classificato il corpo delle Guardie della rivoluzione come un gruppo terroristico. Mahdi sa bene che qualsiasi azione concreta nei confronti dell’Iran può trasformare l’Iraq in un campo di battaglia. Per questo sta facendo del suo meglio per svolgere il ruolo del mediatore nella regione.

L’agenzia di stampa iraniana Tansim ha riportato che Mahdi sta provando a placare il conflitto tra i due paesi, l’Iran e l’Arabia Saudita. Allo stesso tempo, i sauditi hanno tentato di aiutare Mahdi a bilanciare le sue relazioni regionali e a ridurre l’influenza iraniana (finanziaria e politica) sull’Iraq. Teheran ha mostrato la propria generosità aiutando l’Iraq a ricostruire le città distrutte durante la guerra al gruppo Stato islamico e provvedendo alla fornitura gratuita di elettricità alle città irachene del sud.

Nel corso della visita, il 18 e 19 aprile, i due paesi hanno firmato tredici accordi su temi politici e di sicurezza. Ma non è facile per Abdul Mahdi mediare e assicurare questo equilibrio. Mentre il premier celebrava la nuova partnership con l’Arabia Saudita, due leader delle milizie sciite irachene si sono fatti vedere in compagnia del capo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Qassem Solemaini, nei pressi del confine Iraq-Iran. Per riaffermare che l’influenza iraniana in Iraq può giocare la sua parte anche contro la posizione del governo di Baghdad.

(Traduzione di Francesco De Lellis)

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