Stromae dalla A alla Z

25 febbraio 2014 15:54

Questo post è stato aggiornato in occasione dell’unica data italiana della tournée di Stromae, martedì 1 luglio all’Alcatraz di Milano.

Stromae ai World Music Awards, Monte Carlo, 27 maggio 2014. (Eric Gaillard, Reuters/Contrasto)

Americhe

Il mondo si divide in due categorie: chi ha scoperto Paul Van Haver, in arte Stromae, dopo il primo disco e chi dopo il secondo. Canada e Messico appartengono alla prima categoria. E ora Paul si prepara a conquistare gli Stati Uniti (vedi “P”).

Brel

Su [richiesta][1] di Stromae, se proprio vogliamo fargli un complimento non scomodiamo Jacques Brel (anche se…).

Calcio

Il 15 ottobre 2013 Stromae si è esibito allo stadio Roi Baudoin, dove la squadra nazionale belga, le Diables rouges, affrontava il Galles nell’ultima partita per le qualificazioni ai Mondiali. Assenti in Germania e in Sudafrica, i Diables rouges sono riusciti a partire per il Brasile. La sera del 1 luglio, mentre Stromae si esibirà a Milano, affronteranno gli Stati Uniti negli ottavi di finale. Da [segnalare][2] la reciproca simpatia tra Stromae e il capitano dei Diables Vincent Kompany.


Danseur

Stromae non perde l’occasione per ringraziare (vedi “E”) le persone che lavorano con lui. Tra queste la giovane [Marion Motin][3], a cui si devono le coreografie di “Tous les mêmes” e “Papaoutai”, e che di lui dice: “Pour moi, Stromae est un danseur!”.

Educazione

Durante l’intervista a “Che tempo che fa” del 23 febbraio 2014, Fazio ha chiesto più volte a Stromae di smettere di dire “merci” et “pardon”.

Francia

La vera consacrazione: entrare nel cast di marionette del programma satirico Les Guignols de l’Info.


Gossip

Per dovere di cronaca vi informo che Stromae non è stato risparmiato. Rimando al sito di [Terrafemina][4] (rivista che si definisce “seriamente femminile”) per più informazioni.

House

Una canzone che avrei voluto sentire a Sanremo: “House’llelujah”, tratta dal suo primo album, Cheese.


Interviste

Delle tante interviste uscite all’epoca di “Alors on danse”, quando Stromae ancora viveva da sua madre e non immaginava il successo che lo aspettava, segnalo [questa][5], uscita sulla Gazette de Berlin.

Look

Se vi piace il look (vedi “N”) di Stromae ma non osate adottarlo, potete sempre [imporlo][6] ai vostri indifesi nipotini. O provare la [linea][7] che Stromae ha lanciato con la sua dolce metà.

Museo reale dell’Africa centrale

La prima volta che ho visto Stromae dal vivo è stato al Musée royal d’Afrique centrale, un formidabile (nel senso etimologico) retaggio del passato coloniale belga, ora chiuso per lavori.

Nœud papillon

Ci sono due celebrità belghe che portano il papillon con assoluta nonchalance: Stromae e l’ex primo ministro Elio Di Rupo. [Eccoli][8] riuniti da un artista che li ha “simpsonizzati” insieme a una serie di altre personalità belghe.

Oltre frontiera

Poiché tutte le date belghe della tournée di Stromae erano sold out, il 19 aprile, emozionata come un’adolescente (vedi “S”), sono andata ad applaudirlo nell’amena Amnéville, in Francia. Un concerto eccezionale: mai visti tanti bambini ballare musica house sulle spalle dei loro genitori. Il fascino ritmico esercitato da Stromae sui fanciulli è senz’altro oggetto di studio in qualche laboratorio di psicologia dello sviluppo. Detto ciò, Stromae appartiene a quella categoria di performer più bravi dal vivo che in studio, attori oltre che cantanti (non mi stupirebbe vederlo a breve sul grande schermo), di un’umiltà talmente genuina da spingerlo a fare battute penosissime davanti a migliaia di fan, accettando poi di buon grado le pernacchie dei suddetti fan. Ai fortunati che lo vedranno all’Alcatraz: buon concerto!

Perez Hilton

Nei giorni in cui gli italiani scoprivano Stromae a Sanremo, il blogger statunitense Perez Hilton lo [definiva][9] “la più grande star che probabilmente non conoscete”.

Quick

Lavorando un anno in un ristorante della catena Quick, Stromae si è pagato gli studi in una scuola di cinema e ha pubblicato, all’inizio del 2007, il suo primo lavoro: un ep di quattro titoli, tra cui questa “J’ai pas c’qu’il faut”.


Ritratti

Tra i tanti ritratti di Stromae, oltre a quello proposto nel numero 1039 di Internazionale (uscito su Le Monde), segnalo [questo pezzo][10] del New York Times (motivo di grande orgoglio per i belgi).

Sbronza

Il 24 maggio 2013 tutti i mezzi d’informazione belgi ci sono [cascati][11]: Stromae era stato sorpreso sbronzo marcio a Bruxelles, dove alcuni premurosi poliziotti, emozionati come adolescenti, si erano offerti di accompagnarlo a casa. Il comico francese Willaxxx ha ripetuto l’esperimento a Parigi, con dolorosi [risultati][12].

Twitter

Il 24 agosto 2009 Stromae si rallegrava di avere 100 follower.

Urban Peace

Come s’intuisce dal video di “J’ai pas c’qu’il faut”, Stromae ha esordito come rapper. Oggi lo stile è più eclettico, ma il rapporto con la scena hip-hop rimane: a settembre era tra gli artisti invitati allo Stade de France per il concertone Urban Peace.


Vermerien

Serge Vermeiren è il simpatico giornalista belga che durante una diretta televisiva ha definito Stromae “super integrato”, completando la frase del suo altrettanto simpatico collega Stéphane Pauwels: “È l’esempio del Belgio, bilingue, fiammingo, francofono, ragazzo di colore…”.

Zanger

Questa l’ho scoperta cercando una parola con la “Z” associata a Stromae: è il primo zanger (cantante in neerlandese) francofono ad aver raggiunto la vetta delle classifiche di vendita nei Paesi Bassi. Chapeau!

Francesca Spinelli è giornalista e traduttrice. Vive a Bruxelles e collabora con Internazionale. Su Twitter: @ettaspin

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