10 gennaio 2014 07:00

Marine Le Pen non è un’euroscettica né un’euro-delusa, e nemmeno una semplice euro-critica. La presidente del Front National è senza ombra di dubbio un’eurofoba, come hanno dimostrato ancora una volta le dichiarazioni rilasciate giovedì a Parigi.

Davanti alla stampa anglosassone Le Pen ha spiegato che per migliorare l’Unione europea bisognerebbe “distruggerla”. “Penso che sia impossibile riformare l’Ue, e dal sistema europeo mi aspetto soltanto che crolli. Bisogna aspettare che tutto vada a rotoli, possibilmente contribuendo a fare in modo che ciò accada, lasciando emergere il progetto di un’Europa formata da nazioni libere come quello che aveva in mente il generale De Gaulle”. “Il ruolo di noi patrioti del Parlamento europeo – ha aggiunto – sarà soprattutto quello di bloccare ogni ulteriore avanzata di questa unione federale europea”.

Quella del leader dell’Fn è una posizione legittima, per quanto sia in realtà molto diversa da quella di De Gaulle. Ma è altrettanto legittimo metterla in discussione. Innanzitutto non è corretto dire che è impossibile riformare l’Unione europea. Al contrario, l’Ue non ha mai smesso di evolversi dal trattato fondatore di Roma. A volte i progressi sono stati criticabili, ma è innegabile che oggi l’Europa unita sia radicalmente diversa rispetto ai tempi della Comunità economica.

Cambiare le cose in Europa è possibile, e in realtà accade di continuo. Per esempio si può cambiare scegliendo alle elezioni nazionali ed europee i candidati che propongono di modificare le istituzioni e le politiche europee in un direzione che rispecchia la nostra volontà, cambiando le maggioranze che oggi governano l’Unione e gli stati. Di sicuro “bloccare tutto” non serve e non è mai servito.

Pensate davvero che dovremmo contribuire a distruggere l’Unione europea in quanto colpevole di portare avanti politiche sbagliate e mantenere istituzioni obsolete? Anche le politiche attuate in Francia negli ultimi anni sono quantomeno discutibili. In tutti i paesi dell’Unione e del mondo è estremamente difficile creare una maggioranza guidata da un leader forte e capace di realizzare i cambiamenti necessari, ma questo non vuol dire che bisogna distruggere la Francia, l’Italia o la Germania rimettendo in discussione la loro unità nazionale, che tra parentesi è il risultato di una volontà politica e di battaglie molto più dure rispetto a quelle che si combattono oggi sull’unità europea.

Tra l’altro l’Europa che vorrebbe Le Pen, quella della nazioni, è precisamente l’Europa che abbiamo oggi. Sono i leader nazionali a prendere tutte le decisioni attraverso complessi negoziati a porte chiuse, ed è proprio questa Europa a funzionare male, perché le decisioni a livello europeo non sono prese da politici eletti in base a un programma europeo e responsabili davanti agli elettori del vecchio continente. In Europa bisogna cambiare molte cose, ma la soluzione non può essere quella del nichilismo e della conservazione dello statu quo proposta da Le Pen.

(Traduzione di Andrea Sparacino)