Lo spettro di una guerra nel cuore dell’Europa

05 maggio 2014 07:00

È stata una mossa obbligata. Se il governo ucraino non avesse provato a riprendersi le città conquistate dai separatisti filorussi non avrebbe più potuto sostenere di avere il pieno controllo del paese, e l’Ucraina orientale sarebbe caduta nelle mani dei fautori di una secessione che porterebbe, come accaduto in Crimea, a un’adesione alla Russia.

Il governo è passato all’offensiva perché non aveva scelta, ma i suoi successi sono stati controbilanciati da quelli dei separatisti. A Odessa, un porto carico di storia ma risparmiato finora dagli scontri, i filorussi hanno attaccato alcuni sostenitori dell’unità nazionale, che li hanno respinti e costretti a rifugiarsi in un palazzo il cui incendio ha dato luogo all’ennesima tragedia.

La controffensiva dei leader ucraini si sta rivelando un fallimento, e intanto l’Ucraina ha fatto un altro passo verso la guerra civile. L’Europa è ormai minacciata da uno scontro sanguinoso in un paese più grande della Francia, che confina con l’Ue a ovest e con la Federazione russa a est. La Russia è sempre più impegnata nel conflitto ucraino, la cui degenerazione coinvolgerebbe diversi paesi europei e persino la stessa Unione.

La situazione è estremamente grave, anche perché nessuno sa fino a che punto intende spingersi Vladimir Putin. Gli occidentali sono inevitabilmente trascinati nel conflitto, gli americani nella speranza di disimpegnarsi dall’Europa e gli europei poco inclini a lasciar entrare l’Ucraina nell’Unione, le cui condizioni economiche e politiche non permetterebbero un allargamento in tempi brevi.

Anche se i contatti diplomatici non sono ancora interrotti, l’evolversi della situazione è legato più ai timori che ai rispettivi interessi. Putin teme che l’Alleanza atlantica possa avanzare fino alle frontiere del suo paese, mentre americani ed europei temono che il presidente russo voglia ridisegnare le frontiere dell’Europa riconquistando con la forza i paesi usciti dalla sfera d’influenza di Mosca dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991.

Niente è più pericoloso di una crisi in cui nessuno degli schieramenti conosce le intenzioni dell’altro. In questo momento la cosa più importante da fare è aprire un dialogo tra l’Unione europea e la Federazione russa sul futuro del continente e non soltanto dell’Ucraina. L’Unione deve avanzare una proposta promettendo solennemente di non volere un’estensione della Nato fino alle frontiere russe e di voler trasformare l’Ucraina in un ponte tra le due Europe. Al contempo Mosca deve impegnarsi a rispettare l’indipendenza degli ex stati sovietici affinché l’Ue e la Russia possano gettare le basi di un indispensabile accordo di sicurezza e cooperazione in Europa. In questo contesto la Francia è l’unico paese che potrebbe e dovrebbe farsi carico di proporre la soluzione diplomatica.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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