La confusione di Washington

02 giugno 2015 09:42

In che modo la destra americana vede gli Stati Uniti e i loro rapporti con il mondo? Una delle teste pensanti di questa corrente, un ex diplomatico molto influente a Washington, si trovava lunedì a Parigi. Le sue analisi sono molto interessanti.

Sul Medio Oriente e la Russia, ha spiegato l’ex diplomatico, gli Stati Uniti non hanno una politica precisa, mentre verso la Cina portano avanti una linea completamente sbagliata. Secondo l’ex diplomatico, insomma, Washington brancola nel buio nelle tre principali questioni aperte del mondo di oggi. Ma seguiamo il suo ragionamento punto per punto.

In Medio Oriente, spiega, gli Stati Uniti hanno commesso un errore madornale decidendo di invadere l’Iraq. Washington ha fatto tutto ciò che non avrebbe dovuto fare, anche perché non aveva la minima idea di come procedere. Quando è finalmente riuscita a riconciliarsi con i sunniti e a gettare le basi di un nuovo Iraq unitario, Barack Obama ha mantenuto la promessa fatta agli elettori ritirando le truppe.
Gli Stati Uniti pesano sempre meno a Baghdad, e questo nonostante il rapporto di forze regionale sia palesemente sbilanciato a favore dell’Iran e degli sciiti a scapito dell’Arabia Saudita e dei sunniti. Bisogna sperare in un compromesso con l’Iran sul nucleare? Secondo l’ex diplomatico le prospettive non sono buone, ma un accordo è comunque meglio del bombardamento delle strutture nucleari iraniani, perché almeno Teheran avrebbe bisogno di un anno di tempo tra l’eventuale decisione di costruire la bomba e la sua effettiva realizzazione. Ma cosa accadrà dopo? L’ex diplomatico alza gli occhi al cielo. Non sa cosa pensare. Se i sunniti e gli sciiti scateneranno una guerra dei cent’anni la situazione potrebbe degenerare.

E la Russia? Non bisogna farsi illusioni, spiega l’ex diplomatico. Putin vuole tutta l’Ucraina, non solo le sue province orientali, e le sanzioni non cambieranno niente. Secondo lui la cosa migliore sarebbe convincere il Cremlino che la Nato non arriverà mai ai confini della Russia, ma Putin ne è profondamente convinto e non sembra poter cambiare idea. Ma allora cosa bisogna fare? L’importante, spiega, è non gettare la Russia nelle mani della Cina. Certo, ma come? Anche qui, l’ex diplomatico non ha una soluzione preconfezionata da offrire.

Come la mettiamo con la Cina? I cinesi, spiega, vogliono estromettere gli Stati Uniti dall’Asia per dominarla. Per questo probabilmente Washington farebbe meglio a scoprire le sue carte spiegando a Pechino quali sono i limiti invalicabili oltre i quali scatterebbero rappresaglie economiche dannose per la Cina e anche per gli Stati Uniti, ma che sarebbero comunque preferibili all’inerzia di fronte alla conquista cinese dell’Asia. Il problema, aggiunge il diplomatico, è che l’America crede ancora di poter trasformare la Cina in un partner economico privilegiato, ma in questo modo non fa che rafforzarla.

Queste sono le opinioni di un saggio conservatore americano. Su Putin (la cui posizione non è così forte come crede) il suo giudizio è influenzato dalla sua ostilità verso Obama. Ma nonostante ciò questo signore americano dice molte verità. La principale è che gli Stati Uniti, oggi, brancolano nel buio.

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Claudia Grisanti
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